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Elezioni: il Sud diserta le urne

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Elezioni: seggi insediati

 

Oltre il dato meramente politico, c’è un aspetto di queste ultime consultazioni su cui, a nostro avviso, è importante soffermarsi. E’ l’aspetto relativo all‘affluenza alle urne che ha tracciato una mappa geografica della disaffezione politica ben precisa.

Gli ultimi dati forniti dal Viminale riconoscono nella Sardegna la regione più “disillusa”: nell’isola che deve eleggere anche il suo nuovo governatore è andato a votare solo il 42% degli aventi diritto, con punte negative, come quella della provincia di Nuoro, che hanno raggiunto il 34,57%. Poco distanziata la Sicilia dove solo il 42,88% della popolazione attiva elettoralmente ha scelto di recarsi ai seggi per tracciare una x sulla scheda (a Enna la percentuale si è fermata al 38,59%). E a rimanere a casa è stata anche più della metà degli elettori calabresi, la cui distanza dalle promesse politiche ha avuto la meglio sul 45,76% dei corregionali che hanno, invece, scelto di andare a votare.

Cifre che spingono a sintetizzare che il Mezzogiorno sembra credere sempre meno alle ricette prospettate dalla classe politica nazionale, soprattutto quando queste dovrebbero incidere sulle scelte da fare in Europa.

Chi ha, invece, risposto bene alla “chiamata alle urne” di ieri è l’Umbria che ha fatto registrare un’affluenza pari al 70,50%. Dietro di lei, l’Emilia Romagna con il 69,98% e il Piemonte (che, come la Sardegna, dovrà “incoronare” il suo nuovo presidente) con il 67,44%.

 

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