Alitalia-Etihad: l’accordo c’è, ma quanti esuberi?

Alitalia

 

La lettera con cui Etihad avrebbe finalmente confermato ad Alitalia l’intenzione di celebrare il loro sposalizio sarebbe arrivata ieri. Con un carico di indiscrezioni che dovranno essere suffragate dai diretti interessati nelle prossime ore.

Stando ai rumors, appunto, la compagnia di Abu Dabhi sarebbe prossima a “sborsare” una cifra compresa tra i 500 e i 600 milioni di euro per l’acquisizione del 49% di Alitalia. E avrebbe esplicitato la volontà di potenziare le rotte intercontinentali (a scapito dei collegamenti nazionali), gli scali di Fiumicino e Malpensa (che dovrebbero essere meglio serviti dai treni di Ferrovie dello Stato) e la flotta di aerei.

L’unico nodo da sciogliere resterebbe quello più intricato, che riguarda il personale. Quanti licenziamenti causerà l’accordo Alitalia-Etihad? I soliti beninformati riferiscono che i sindacati starebbero ancora trattando per tamponare al massimo l’emorragia che dovrebbe coinvolgere circa 2.500 lavoratori (anziché 3 mila).

“L’alleanza tra Alitalia ed Etihad è certamente un passo importante, direi decisivo – ha commentato ieri il ministro Maurizio Lupi – perché realizza un progetto strategico per il Paese, per il trasporto aereo, per l’occupazione. Dimostra che è tornata la fiducia sul sistema Italia, visto che un grande gruppo straniero torna ad investire da noi”.

E interpellato sui mal di pancia che l’operazione avrebbe causato alle altre compagnie europee come Lufthansa, British Airways ed Air France“Mercoledì sarò a Bruxelles e ribadirò che sono state rispettate tutte le regole europee – ha detto il responsabile dei Trasporti – Non abbiamo paura del mercato e vogliamo pari condizioni per tutti”. “Nessuno a Bruxelles – ha intimato Lupi – pensi di provare a far fallire l’operazione o di mettere i bastoni tra le ruote”.