Sicilia: dai salami ai cd, la Regione rimborsa tutto

Ars

 

Cassate, fiori, libri e salami: nelle pagine del ciclopico rapporto che la Guardia di Finanza ha consegnato alla Procura di Palermo per fare luce sulle “spese pazze” dell’Assemblea regionale siciliana non manca quasi nulla.

L’indagine, condotta sui gruppi parlamentari della scorsa legislatura, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 97 persone, di cui 83 sono politici (30 ancora in carica) e 14 consulenti. Tra i casi più “singolari”, va segnalato quello del parlamentare di Forza del Sud, Franco Mineo, che ha presentato una richiesta di rimborso all’Ars di 520, 25 euro per l’acquisto di oltre 43 Kg di cassate siciliane.

Più “sofisticata”, invece, la richiesta di Innocenzo Leontini (Forza Italia) che si è fatto rimborsare una giornata di shopping alla libreria Feltrinelli di Palermo costata 272, 95 euro. Una cifra importante, con cui Leontini è riuscito ad arricchire la sua biblioteca personale e la sua raccolta musicale di jazzisti cubani. Ma c’è anche chi, come il parlamentare del Pd, Antonello Cracolici, ha pensato a incombenze più ordinarie come le bollette dell’Enel, la Tarsu e il canone Rai pagati con i soldi dei rimborsi della Regione. Senza dimenticare la gita d’istruzione della figlia (sempre a spese dell’Ars) e il mazzo di mimose (costate 15 euro) donate alla moglie nel giorno della festa della donna. Cracolici ha poi restituito 88 mila euro, ma secondo i finanzieri 22 mila euro non erano spese istituzionali e non potevano, quindi, essere anticipate attingendo ai fondi del gruppo.

E tra le carte consegnate alla Procura, compare anche una lunghissima lista di salumi, formaggi, dolciumi e alcolici (dall’amaro Averna alla salamella dolce, passando per il formaggio pecorino e i torroni al cioccolato) che il gruppo parlamentare Mpa ha presentato all’Ars per ottenere un rimborso di oltre 650 mila euro in tempi di campagna elettorale.

Tra i nomi dei “segnalati” dalla Guardia di Finanza, anche quello dell’ex senatore Vladimiro Crisafulli (Pd), al quale la Regione avrebbe pagato 109 euro di Ici nel 2009 e 1.075 euro di polizze assicurative; come lui anche l’ex Pci Gianni Parisi, beneficiario di un rimborso dell’Ars di 268 euro per l’anticipazione dell’Ici nel 2009. Soldi che, stando agli accertamenti dei finanzieri, i due politici non avrebbero mai restituito, confidando nell’indulgenza del “bancomat Regione”.