Reintrodotto il Reato di Bestemmia? No, è una bufala

la-leggeSta girando un articolo circa la reintroduzione del reato di bestemmia (reato che in Italia è esistito sino al 30 dicembre del 1999, quando un Decreto Legge n. 55/1999 ha depenalizzato la fattispecie) nel codice italiano.

Alcuni piccoli siti online riportano la notizia, aggiungendo che il reato verrà reintrodotto entro la fine dell’anno, al fine

” di porre un freno agli epiteti offensivi che sempre di più si stanno inserendo nel gergo quotidiano della popolazione italiana”.

A stabilirlo, una fantomatica Corte di Giustizia: nessuno ha però fatto notare a questi solerti bufalari alla ricerca di condivisione che un organo chiamato Corte di Giustizia, in Italia, non esiste.

E così, la notizia della reintroduzione del reato di bestemmia (che per altro, secondo i bufalari, costerebbe anche parecchio cara al blasfemo di turno dato che “Chi sarà sorpreso in flagrante, registrato o videoregistrato rischia dai 3 ai 6 anni di reclusione senza possibilità di sconto di pena, più una pena pecuniaria pari a 22 348 €”) è solo un fake.

Le ammende, in realtà, sono ben più ridotte, come disposto dall’articolo 724 del Corice Penale: “Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309”.

Per certo non si tratta di un’usanza educat(iv)a ma almeno non avete da temere: non rischierete di dover pagare somme elevatissime, nel caso veniate denunciati per bestemmie varie.