Istat: cresce l’esercito dei senza lavoro

Senza lavoro

 

Sono quasi 7 milioni le persone che, in Italia, vorrebbero lavorare e, invece, rimangono a casa. A certificarlo è l’ultima rilevazione dell’Istat che ha sommato ai 3,487 milioni di disoccupati del primo trimestre del 2014 i 3,381 milioni di inattivi. Ovvero di coloro che pur volendo lavorare, hanno smesso di cercare un impiego o non sono immediatamente disponibili.

Il totale dei senza lavoro (6 milioni 487 mila) nei primi tre mesi dell’anno supera di 487 mila unità quello registrato nove mesi fa (quando erano 6 milioni) e di 440 mila unità quello del primo trimestre dell’anno scorso (quando erano 6 milioni e 47 mila). Un esercito in costante espansione, che non deve solo fare i conti con l’oggettiva difficoltà di trovare un impiego in tempi di crisi, ma anche col diffuso senso di scoraggiamento generale.

E della necessità di correre ai ripari ha parlato ieri, tra gli altri, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Ospite di un evento organizzato a Napoli dal quotidiano La Repubblica, il ministro ha fatto riferimento tanto ai giovani (per i quali è stato attivato un piano, in collaborazione con l’Ue, che dovrebbe offrire loro nuove opportunità lavorative) quanto ai meno giovani.

“Penso a chi ha 60 anni – ha detto Poletti – gli mancano tre anni alla pensione, perde il lavoro e ha due anni di ammortizzatori. Gliene manca uno solo alla pensione, ma è impossibile rioccuparlo“. “Pensiamo a un ‘contratto di equità’ in grado di mettere queste persone in grado di arrivare all’età pensionabile – ha aggiunto il ministro – Gli esodati sono una priorità”.