Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia

L’apertura a metà di Grillo a Renzi: Discutiamo su riforma elettorale

CONDIVIDI

grillo e renzi

 

Alle 10.48 di ieri Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno pubblicato un post destinato a stravolgere i piani delle redazioni giornalistiche. Che si sono affrettate a rilanciare la storica “apertura” del Movimento 5 Stelle a Matteo Renzi. Ma è davvero così?

Le porte sbarrate a qualsiasi ipotesi di alleanza è, da sempre, un punto irrinunciabile della proposta politica dei pentastellati. Che hanno incassato (e continuano a incassare) i rimbrotti di quanti rintracciano nel loro “purismo” la causa principale della scarsa incidenza del movimento sulle paludate dinamiche parlamentari.

Il post pubblicato ieri sul blog di Beppe Grillo segna, in questo senso, un cambiamento, che va però ridimensionato e analizzato con più serenità. Per comprendere che Grillo e Casaleggio non hanno scelto di cambiare drasticamente passo, ma hanno semplicemente chiesto al premier Matteo Renzi di prendere in considerazione la proposta di riforma elettorale targata M5S, su cui sono disponibili a intavolare un confronto.

Una mossa che, al netto delle dovute differenze, può essere accostata a quella che lo stesso Beppe Grillo fece nell’aprile del 2013, quando invitò l’allora segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a votare (in sinergia con il parere espresso dai militanti pentastellati) Milena Gabanelli presidente della Repubblica. Una richiesta di “convergenza” che di fatti sancì l’uscita dei “grillini” dal loro presunto  “fortino” (per quanto l’appello di Grillo fosse apparso irricevibile a molti), ma niente di più.

“Sono avvenute due cose che hanno cambiato lo scenario – si legge nel post della presunta apertura di ieri – il M5S ha una legge approvata dai suoi iscritti (e non discussa a porte chiuse in un ufficio del Pd in via del Nazareno) e Renzi è stato legittimato da un voto popolare e non a maggioranza dai soli voti della direzione del Pd. Quindi qualcosa, anzi molto, è cambiato”.

“La legge M5S è di impronta proporzionale – si legge ancora sul blog – non è stata scritta su misura per farci vincere come è stato per l’Italicum, scritto per farci perdere. E ora? Se Renzi ritiene che la legge M5S possa essere la base per una discussione comune, il cui esito dovrà comunque essere ratificato dagli iscritti al M5S – hanno precisato Grillo e Casaleggio – Renzi batta un colpo. Il M5S risponderà”.

Un invito al confronto che segna innegabilmente un cambiamento nella strategia politica del movimento (che finirà presumibilmente per deludere i militanti più intransigenti), ma non necessariamente – come pontificato da certi organi d’informazione – l’inaspettato (e da molti agognato) “asservimento” dei pentastellati alla leadership del premier-segretario. Il quale – c’è da scommetterci – non mancherà di capitalizzare politicamente l’apertura a metà del M5S, veicolando l’immagine di un “capo” sempre più legittimato. Anche dagli avversari.