Maserati Grugliasco: lavoratori Fiom in sciopero

E’ guerra di cifre sullo sciopero proclamato ieri dalla Fiom nello stabilimento Maserati di Grugliasco (provincia di Torino). Il sindacato delle tute blu ha, infatti, festeggiato il risultato soddisfacente del 30% delle adesioni registrato in alcuni reparti, mentre la Fiat ha parlato di un tasso di partecipazione molto più basso, stimato intorno all’11%.

I lavoratori dello stabilimento piemontese che hanno scelto di sostenere la protesta hanno partecipato a un’assemblea nel corso della quale sono state messe sul tavolo tutte le criticità “occupazionali”: dal’organizzazione dei turni settimanali (che, per volere dell’azienda, passeranno a 12) ai carichi di lavoro, passando per il salario e le ferie.

“Questo è in assoluto il primo sciopero alla Maserati sulle condizioni di lavoro – hanno dichiarato i rappresentanti sindacali dela Fiom – per altro in condizioni difficili tanto più che in queste ore l’azienda ha contrastato in ogni modo la riuscita dell’agitazione, così come hanno fatto le altre organizzazioni sindacali, le stesse – hanno denunciato i promotori della protesta – che inizialmente avevano dichiarato lo sciopero e che poi non si sono sentite neanche di fare le assemblee”.

“La buona partecipazione dei lavoratori e l’attenzione mostrata durante l’assemblea – hanno precisato ancora dalla Fiom –dimostra che c’è un disagio diffuso tra i lavoratori, in particolar modo riferito ai carichi di lavoro e agli orari, che deve essere affrontato con soluzioni condivise, nell’interesse dei lavoratori ma anche dell’azienda”. Tra le richieste più incalzanti dei dipendenti in agitazione, ci sarebbe, infatti, quella di riportare i turni settimanali da 12 a 15. “Sarebbe una soluzione migliore sia perché risulterebbe meno gravosa per i lavoratori – hanno spiegato i rappresentanti della Fiom – sia perché farebbe arrivare a Grugliasco un numero maggiore di operai in cassa integrazione a Mirafiori”.

Ma la protesta di ieri (che, come accennato, non ha incassato il sostegno delle altre sigle sindacali) è stata fortemente criticata dalla Fiat, che l’ha definita “assolutamente incomprensibile“. “Lo sciopero di oggi (ieri, ndr) – hanno commentato dal Lingotto – è stato proclamato, e parzialmente messo in atto, in uno degli stabilimenti automobilistici più moderni del mondo, che adotta tecnologie all’avanguardia e dove vengono costruite automobili di lusso che stanno ottenendo un grande successo internazionale”.

“Per rinnovare l’impianto con i nuovi modelli – ha continuato l’azienda – l’investimento della Fiat è stato di circa 1 miliardo di euro. In un momento come questo dell’economia italiana, in cui la disoccupazione ha raggiunto punte senza precedenti, scioperare in un impianto che sta creando posti e opportunità di costruire prodotti di alta qualità che per oltre il 90% vengono esportati – ha insistito la Fiat – è assolutamente irrazionale“.