Ridurre l’inquinamento elettromagnetico domestico: utile per la salute e per risparmiare in bolletta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:42

Onde-elettromagnetiche-aL’inquinamento elettromagnetico o l’elettrosmog, non è provocato solo da fattori esterni ma anche da fattori interni. L’ inquinamento indoor o domestico, è generato dall’uso di apparecchi elettronici, che producono onde elettromagnetiche a bassa frequenza o ad altra frequenza. Molte delle operazioni che facciamo quotidianamente, come per esempio inviare email, lasciare dispositivi elettrici accesi o in funzione di Stand-By, consumano molta elettricità e quindi producono delle emissioni di Co2 , inquinando l’ambiente in cui viviamo. Per ridurre tale dannoso inquinamento, sia in termini di impatto ambientale che di risparmi in bolletta, occorre fare un uso più consapevole dei diversi apparecchi elettrici che per via dell’innovazione tecnologica ci circondano sempre più. Per tali ragioni, sarebbe opportuno preferire lampade ed apparecchi a risparmio energetico o fluorescenti, limitare l’uso prolungato di apparecchi elettrici e sopratutto ridurre i tempi di esposizione. Studi recenti, hanno evidenziato come l’elettrosmog incida negativamente per la nostra salute, per contrastarne gli effetti, si deve mantenere una distanza di circa 50 cm o 1 metro, dalla fonte di emissione ed evitare di disporre in una sola stanza tanti agenti inquinanti, che producono onde elettromagnetiche e provocano non solo l’insorgere del cosiddetto “stress elettromagnetico” ma anche varie patologie. Tra le possibili patologie derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici, vi sono: l’insonnia, l’aggressività, il nervosismo, maggiore vulnerabilità alle infezioni, disfunzioni cardiovascolari e aritmie, indebolimento del sistema immunitario, effetti cancerogeni ecc. Ovviamente le difese allo stress elettromagnetico, variano da individuo ad individuo in base a diversi parametri quali: l’età biologica, lo stato di salute e lo stato psichico.

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