La rivelazione degli azzurri: Matteo Darmian

Matteo DarmianChissà cosa ha pensato Beniamino Abate, papà di Ignazio, quando ha letto la formazione della partita d’esordio del mondiale in Brasile della Nazionale di Cesare Prandelli. Sicuramente era dispiaciuto per non aver letto il nome di suo figlio, ma molto soddisfatto per aver visto tra i titolari Matteo Darmian, il terzino del Torino che ha splendidamente debuttato con la maglia azzurra, che proprio lui ha scoperto a 11 anni e lo ha portato nelle giovanili del Milan quando giocava come centrale difensivo.

Matteo Darmian ha 24 anni e ha già una piccola storia trascorsa tra serie A e serie B, molte panchine e tribune, ma poi sempre più in campo, titolare quasi fisso, poi fisso, persino insostituibile. Il suo campionato è iniziato a gennaio quando il Torino ha venduto all’Inter il laterale D’Ambrosio e Giampiero Ventura lo ha lanciato sulla fascia, esaltandone le sue doti di cursore ed è stato tra i protagonisti del ritorno del Torino in Europa, anche se solo nel preliminare.

Darmian non è arrivato in Brasile per caso o per fortuna, si è sudato tutto. Ha vissuto l’illusione di un esordio da giovanissimo nel Milan dei grandi alle disillusioni di tante esclusioni nelle stagioni successive, ma nonostante tutto non ha mollato, ha resistito alle tentazioni di piantare tutto lì, ed è rimasto agganciato ai suoi sogni, ci ha creduto, e ora è lì, tra i mostri del calcio, a far venire il mal di testa agli inglesi all’esordio mondiale, acclamato anche dagli esperti di scommesse sui Mondiali 2014 come una delle rivelazioni più interessanti della competizione.

Darmian è un esempio per chi ci deve credere sempre, ma anche simbolo di una certa miopia dei nostri grandi dirigenti calcistici troppo affascinati, quasi ossessionati dai potenziali talenti stranieri, ma che in molti casi si rivelano dei bidoni.

Darmian, tra i migliori in campo contro l’Inghilterra è un prodotto del vivaio del Milan, quello stesso Milan che non ha creduto nel suo talento e lo ha mollato. Darmian arriva in rossonero a 11 anni diventando un pilastro delle giovanili rossonere. 

L’esordio in A arriva a 17 anni, quando il Milan sta pensando alla rifondazione post-champions, ma lo fa escludendo Darmian e così, il ragazzo di Rescaldina inizia a girovagare tra serie A e serie B..Padova, Milan, Padova, Palermo, Torino e finalmente qualcuno inizia a notare le sue doti, tranne che al Milan, che pure di problemi in quelle zone del campo ce li ha e che lo lascia definitivamente al Palermo nel 2012 per soli 500mila euro. 

Ma anche a Palermo non lo vedono e lo girano al Torino dove convince Ventura, a tal punto che la squadra granata lo fa tutto suo la scorsa estate.

Quest’anno l’affermazione definitiva, a 24 anni, diventa uno dei migliori terzini del campionato e Prandelli se ne accorge e decide di portarlo in Brasile dopo averlo provato solo in uno stage.

Succede però che alla vigilia dell’Inghilterra si fa male De Sciglio e per Darmian si apre l’autostrada per una maglia da titolare che conquista a discapito di Ignazio Abate, proprio figlio di quel Beniamino che 13 anni fa lo aveva scoperto e portato tra i grandi. Entrato in sordina tra i 23 convocati, arrivato come il meno famoso del trio granata alle spalle di Cerci e Immobile grandi protagonisti dello scorso campionato, Matteo Darmian ha giocato una grande partita contro l’Inghilterra a tal punto che i giornalisti inglesi erano impazziti nel post partita per cercare informazioni su questo terzino sconosciuto che ha scorazzato sulla fascia destra sballando completamente i piani di Roy Hogdson. Ora gli appassionati di scommesse sportive betfair puntano ancora su di lui per scardinare l’arcigna difesa della Costa Rica. Ma intanto lui, Matteo Darmian da Rescaldina, si gode il meritato successo.