Banca d’Italia: l’illegalità non paga

Traffico droga

 

Il traffico di droga, la prostituzione e il contrabbando di sigarette non faranno crescere il Pil del nostro Paese del 10%, come ipotizzato qualche anno fa dai tecnici di Banca d’Italia. Anzi: il “contributo” che queste attività illegali daranno alla ricchezza del Paese sarà di gran lunga più contenuto e si attesterà intorno a cifre decisamente più basse. Stime che verranno diffuse solo tra qualche mese (il 3 ottobre) dall’Istat.

A fare retromarcia sull’impatto che le attività criminali dovrebbero esercitare sull’economia nazionale sono stati gli stessi tecnici di Bankitalia: “Non ci sono ancora stime precise – ha spiegato il capo del servizio statistiche, Luigi Cannari – ma aggiungere droga, prostituzione e contrabbando di sigarette nella contabilizzazione del Pil italiano dovrebbe avere un impatto relativamente contenuto.

A differenza del cosiddetto “sommerso” (ossia l’insieme delle attività produttive che, pur essendo legali, vengono svolte in maniera irregolare), che sempre secondo i calcoli dei tecnici di Palazzo Koch, ha, invece, un’incidenza marcata sull’economia nazionale, superiore al 15%. Incidenza che, già da qualche anno, viene contabilizzata a livello statistico nel Pil.