Maserati Grugliasco: Marchionne dice sì a trasferimento 500 cassintegrati Mirafiori

Sergio Marchionne

 

L’agitazione della scorsa settimana nello stabilimento Maserati di Grugliasco e le tensioni registratesi con i sindacati sui turni di lavoro e sul paventato blocco degli straordinari hanno spinto ieri Sergio Marchionne a prendere un aereo per raggiungere il sito piemontese. Dove l’ad della Fiat Chrysler Automobiles si è intrattenuto per oltre un’ora e mezza a parlare con i delegati sindacali, i team leader e lo staff dirigenziale.

Nel corso dell’incontro, il manager avrebbe chiesto ai suoi interlocutori di concedere credito all’investimento dell’azienda sul marchio Maserati, confermando il rumor del trasferimento di 500 cassintegrati dallo stabilimento torinese di Mirafiori a Grugliasco. Non solo: l’ad di Fca ha anche affrontato il nodo rinnovo contratti, che non si è però ancora sciolto, per via delle divergenze di vedute con i rappresentanti sindacali. Marchionne avrebbe, infatti, aperto alla possibilità di rendere più pesante la busta paga dei lavoratori meritevoli, ma i delegati gli avrebbero risposto di preferire un aumento (anche più contenuto) spalmato su tutti i dipendenti.

L'”improvvisata” dell’ad a Grugliasco non ha incassato il consenso generale. “I nostri delegati non sono stati coinvolti – ha denunciato il segretario della Fiom di Torino, Federico Bellono – Se una delle pietre dello scandalo era lo sciopero della Fiom, sarebbe stato utile per Marchionne confrontarsi anche con loro”. E a rincarare la dose ci ha pensato il responsabile Lavoro di Sel, Giorgio Airaudo: “L’amministratore della Fiat alla Maserati di Grugliasco incontra parte dei lavoratori, ma non quelli che hanno scioperato la settimana scorsa. E non incontra i delegati Fiom. Un caso di apartheid sindacale“, ha commentato il parlamentare su twitter. I rapporti tra la Fiat e il sindacato dei metalmeccanici guidato da Maurizio Landini restano, insomma, quanto mai tesi.