Lavoratori Groupon: lo sciopero non è virtuale

Groupon Prepares For $750 Million IPO

 

Groupon è l’azienda leader nel mondo per la vendita di coupon online. E come tutte le aziende, nonostante il suo elemento naturale sia la piattaforma digitale, deve fare i conti con i possibili contrasti con i suoi lavoratori reali. E’ avvenuto in Italia, dove i dipendenti della multinazionale hanno deciso di imbracciare le braccia per 8 ore, in segno di protesta contro il clima (a loro dire poco sereno) che si respirerebbe in azienda e contro i paventati annunci di licenziamento e trasferimento all’estero.

A dare l’allarme Filcams Cgil e Fisascat Cisl, che in una nota particolarmente dura hanno puntato l’indice contro l’azienda che avrebbe “un approccio di contrasto verso le rappresentanze e di intimidazione verso i lavoratori”. Di più: i sindacati accusano Groupon di scaricare sui lavoratori le colpe dei scarsi risultati ottenuti nell’ultimo periodo, arrivando a definirlicorpi infetti da eliminare” e minacciando di “chiudere in Italia per portare tutto all’estero dove il costo del lavoro è inferiore”.

Un je accuse inclemente, a cui l’azienda ha ribattuto, a stretto giro, con una nota: “Groupon non sta adottando piani di ridimensionamento aziendale né sta effettuando licenziamenti come falsamente riportato”, si legge nel comunicato diffuso nelle scorse ore. Anzi: “I piani di assunzione procedono – hanno precisato – l’azienda sta infatti assumendo nuove figure professionali in diversi dipartimenti”. E ancora: “In anni difficili per il mondo del lavoro – si legge ancora nella nota della multinazionale – Groupon ha assunto a tempo indeterminato più di 400 giovani talentuosi ai quali vengono riconosciuti anche benefici aggiuntivi rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale. Respingiamo con fermezza le accuse relative a frasi svilenti e offensive nei confronti delle nostre persone e riteniamo che quanto comunicato – hanno concluso dal colosso dell’e-commerce – non rispecchi i valori di Groupon e la realtà dei fatti”.

Le versioni consegnate dalle due parti non collimano affatto, confermando l’esistenza di rapporti per lo meno tesi tra i vertici aziendali e i dipendenti (e i loro rappresentanti sindacali) italiani. A generare gli attriti sono stati, con ogni probabilità, i risultati non proprio esaltanti registrati negli ultimi tempi che, secondo gli esperti, sarebbero da spiegare alla luce dei continui (e onerosi) investimenti di cui Groupon deve farsi carico per aggiornare il sito e renderlo sempre più fruibile e della concorrenza dei “cloni” a livello locale, che starebbero rubando alla multinazionale dello sconto online importanti pezzi di mercato.