Italia: Mario e i suoi fratelli

balotelli-italiaItalia, Balotelli Balotelli, sempre Balotelli. Balotelli incanta, Balotelli delude, Balotelli twitta post sui “fratelli”, cinguetta, fotografa, condivide. Difficile capire come si riesca a non stancarsi mai di badare a queste cose. Lui si presta, questo è chiaro, perchè se dopo la delusione Mondiale la prima cosa che fai è tingerti la cresta, qualche critica devi aspettartela. Detto in tutta franchezza, però, dopo la sconfitta con l’Uruguay c’è stata una tale levata di scudi contro SuperMario, da ogni dove, che ormai appare in tutto e per tutto come un alibi. Ben inteso, Mario non ha convinto in Brasile, ma quante sono le note veramente positive di questa rassegna?

Realtà – Parliamo di sostanza, di calcio giocato, che dovrebbe essere ciò che interessa al tifoso appassionato di calcio. Dov’erano i cosiddetti senatori nel match contro Costa Rica, punto di svolta, in negativo ovviamente, del percorso verso la conquista della poi mancata qualificazione agli ottavi? Colpa di Mario se sembravano l’ombra dei giocatori visti con l’Inghilterra? Colpa di Mario se Chiellini si perde la marcatura di Ruiz, che con un colpo di testa ci condanna a giocarci tutto nell’ultima gara? Colpa di Mario se sul goal di Godin, la cui pericolosità su calci piazzati è nota anche alla signora Maria del piano di sotto, la marcatura era assolutamente inesistente? Ripetiamo: Balotelli non ha per niente fatto una bella figura (sportiva), ma la stessa cosa si può dire per almeno il 90 % dei giocatori presenti.

Squadra – Le dichiarazioni dei vari De Rossi e Buffon su figurine e personaggi vari, spiace dirlo, ma suonano un po’ come uno scarica barile bello e buono. Una di quelle cose che, sinceramente, non ti aspetteresti da elementi esperti e navigati come i due citati. Ed è inutile che poi si aggiunga, parlando coi giornalisti, che però l’eliminazione è stata meritata: intanto il sasso lo hai lanciato. Ci manca solo che ora anche i compagni di squadra si affidino alla stampa, già pronta per buona parte a dare addosso al primo tweet di Mario, per sottolineare i comportamenti di un membro del gruppo. Come fare? Semplice: davanti alla telecamera parlo sempre al plurale, parlo di squadra, di gruppo. Si perde e si vince tutti insieme. Hai comportamenti dannosi per i compagni? Quando rientro in spogliatoio ti appendo, metaforicamente, al muro. La storia delle squadre vincenti insegna questo, punto.

Il tempo scorre – Tornando a Balotelli, in tanti si chiedono quale possa essere il suo futuro. Anche qui, semplice a dirsi: se continuerà a non dare prova di essere un campione, vivrà di rendita per qualche anno (se gli va bene), per poi accasarsi in qualche club di media classifica disposto a sopportare le sue lune a fronte di qualche colpo da 3 punti. Se invece cambierà registro, diventerà tra i più forti al mondo. E questo indipendentemente dai social network: un grande giocatore, che ti fa vincere le partite, può pure twittare quante volte si è grattato la testa durante la giornata, ma sarà sempre un idolo dei tifosi. Troppe le cause che ci hanno fatto fare una figuraccia in Brasile, troppe per concentrare l’attenzione su una persona sola, che si chiami Mario, Giuseppe, Francesco o Giovanni. Che un esamino di coscienza se lo facciano tutti, staff tecnico compreso, perchè, anche in questo caso, non può essere colpa di un singolo giocatore se la nostra Nazionale non ha mostrato uno straccio di gioco nelle due gare che ci hanno regalato il biglietto aereo di ritorno in anticipo.

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