NN intervista uno degli ideatori della Settimana mondiale del luogo comune

Ne abbiamo già scritto qualche giorno fa, evidenziando la viralità dell’evento (che ha coinvolto diverse centinaia di migliaia di utenti Facebook). Abbiamo quindi avuto la possibilità di parlare con uno degli ideatori della ‘Settimana mondiale del luogo comune’ che – molto gentilmente – si è prestato a rispondere alle nostre – a tratti luogocomunistiche – domande.

Quanto riportato di seguito è quanto emerso da questo botta e risposta con uno degli ideatori dell’evento, Gianni Spoldi:

D: Da dove è sorta l’idea della ‘Settimana mondiale del luogo comune’? Chi sono i ragazzi che stanno dietro le quinte di questa ‘Settimana mondiale’?

R: Sono un semplicissimo utente di FB come ce ne sono a migliaia. Ho 43 anni, sono felicemente sposato e per mangiare riparo attrezzature per la ristorazione commerciale.
Attraverso questo social ho instaurato delle relazioni d’amicizia con uno sparuto gruppetto di persone con le quali si va d’accordo e si gioca.

D: Come avete sviluppato l’idea, di fatto? Immaginavate potesse diventare così ‘virale’?

R: Ogni tanto ci viene un’idea e lanciamo delle iniziative bislacche quali la giornata mondiale di STOCAZZO®! (quale risposta al mitico “chi?”, e con la ® per far sì che non fosse scambiato con una parolaccia, tanto per darti idea delle stupidate che ci vengono in mente) e la settimana mondiale dell’appoggio (nel senso sexy del termine), cose che hanno coinvolto due/trecento persone.
Ovviamente siamo partiti con lo stesso spirito anche per questa cosa Barbara Suber, Aldo Dell’Accio ed io, aspettandoci i soliti termini di feedback delle precedenti iniziative.
Dopo i primi sonnecchianti momenti la cosa è dilagata, ed il fatto che fosse un evento pubblico ha fatto sì che le adesioni arrivassero a migliaia ogni ora.
L’idea del gruppo è nata per far fronte alle richieste di coloro che ci hanno chiesto di proseguire; le proporzioni sono più gestibili, così come le notifiche. Il divertimento continua seppur in una forma meno virale.
La tentazione di aprire un nuovo evento c’era. L’abbiamo preparato, ma ci siamo fermati prima di lanciarlo: non vogliamo tormentare le persone, ma soprattutto goderci la soddisfazione e rimanere alla larga da una probabile delusione. Queste botte di popolarità non capitano mica tutti i giorni.
Stamane siamo tornati alle nostre faccende, ci intratteniamo con il gruppone e vediamo quello che succederà.
Da organizzatore NON potevo disabilitare le notifiche, ergo avevo la mia pagina personale ingestibile per via della marea di popup: ho ricevuto 250 richieste d’amicizia e trecento messaggi privati di complimenti, insulti per le notifiche eccetera.
Non c’era marketing, premeditazione e nemmeno voglia di popolarità, è diventato un fenomeno a nostra insaputa!
Abbiamo cercato di gestire la cosa nella maniera più easy possibile evitando di interferire.
Credo che sia stata una cosa gradevole per tutti, ci siamo scambiati dei sorrisi ed abbiamo involontariamente trovato un argomento in cui tutti avevano qualcosa da dire, nel segno della massima trasversalità di pensiero ed unione nello scopo.

D: Adesso avete dato vita alla ‘Settimana mondiale della domanda stupida’: quali sono i progetti che seguiranno quest’altro evento?

L’iniziativa doveva durare fino a mercoledì 25, ma vista l’enorme mole di traffico ed i problemi delle notifiche abbiamo accorciato.
Sono comunque nati immediatamente eventi clone e pagine e gruppi tutti accomunati da questo tormentone del luogo comune, che ha finito poi per diventare un ricettacolo di proverbi, modi di dire, frasi fatte e quant’altro, ma il divertimento è stato grande.
Ieri sera alle 21,30 ho chiuso l’evento di comune accordo con i co-organizzatori per evitare che la cosa imputridisse, che si sfibrasse, ed abbiamo vissuto quel dramma che (con le dovute proporzioni) presumibilmente vivono i monaci tibetani quando vanno a distruggere un bellissimo mandala.
NON ABBIAMO DATO VITA alla settimana della domanda stupida. Quella è l’idea di qualcun altro, che ha visto bene di sfruttare il traino della nostra idea.
Ci terrei molto che arrivi il mio personale ringraziamento agli amici del gruppo DMAdmins che si sono fatti in quattro per supportarmi e con l’evento e con il gruppone.