Italia, da Zoff a Cassano: tutti contro Buffon

buffon-italiaFinita miseramente, la spedizione italiana in Brasile è divenuta occasione per molti addetti ai lavori per togliersi una serie di sassolini dalla scarpa (che fanno tanto tanto male, notoriamente).

E così, dopo l’ondata di recriminazioni contro Mario Balotelli (giunte da una buona parte della stampa – che, come sempre, ha deciso di adottare posizioni manichee: o totalmente contro Super Mario o totalmente a favore dell’attaccante rossonero – e da una parte dello spogliatoio azzurro), è il momento che le critiche si rivolgano al Capitano della Selezione azzurra, Gianluigi Buffon, reo di essersi schierato contro Balotelli e di non essersi prestato come ombrello contro le critiche piovute sull’Italia (in tal senso, in effetti, Buffon è parso ben poco adatto a ricoprire il ruolo di Capitano, se è vero che il Capitano è sempre l’ultimo ad abbandonare la nave).

Attraverso le righe del ‘Secolo XIX’, l’ex CT della Nazionale (ed ultimo campione del Mondo a difendere la porta Azzurra prima dello stesso Buffon) Dino Zoff ha detto la sua sull’atteggiamento tenuto dal portiere della Juventus: “Io, da capitano, non avrei detto niente di particolare a Balotelli. Ero e sono per il rispetto dei ruoli: il capitano è un esempio, ma tocca all’allenatore parlare. Cosa gli avrebbe detto Bearzot? Non so, ma non credo che sarebbero successe certe cose”.

Certe cose come la divisione tra ‘senatori’ e giovani (una spaccatura delirante, in uno sport di squadra che da sempre vede mischiarsi calciatori esperti e meno esperti). Una divisione che il numero 10 della spedizione brasiliana Antonio Cassano non ha mandato giù, secondo quanto riportato da ‘La Repubblica’: “Ci siamo impegnati e abbiamo lavorato come gli altri, fatto tutto quello che potevamo. Non è possibile che questi devono sempre fare la morale e dividere i buoni dai cattivi. Se avessimo vinto, vincevano loro. Invece abbiamo perso soltanto noi. Vogliono decidere tutto loro”. E contro Buffon, nello specifico, Cassano avrebbe detto: “Abbiamo vinto solo senza di te” (l’unico successo Mondiale, infatti, è stato raccolto con Sirigu tra i pali).

Quando si finirà di ricercare un capro espiatorio? Quando si proverà a mettere da parte questi stolidi rancori (per il bene di un movimento che vive uno dei momenti più bassi degli ultimi anni)?