Alitalia-Etihad: il dossier arriva a Bruxelles

EU wins Nobel Peace Prize for advancement of democracy

 

Non c’è pace per Alitalia ed Etihad che vorrebbero far decollare al più presto la loro fusione. A rinviare il “matrimonio” ci si è messa questa volta la Commissione europea che, attraverso il responsabile della Concorrenza, Joaquin Almunia, ha chiesto al governo italiano di fornire maggiori dettagli sul passato e sul presente di Alitalia.

Più precisamente: la direzione generale per la Concorrenza della Commissione europea avrebbe inviato una lettera al ministero dei Trasporti italiano per ottenere, entro il 22 luglio, i documenti relativi alla ricapitalizzazione dello scorso dicembre dell’ex compagnia di bandiera italiana. Con specifico riferimento all’investimento di 75 milioni di euro di Poste Italiane (società interamente partecipata dal Tesoro) che – è questo il dubbio che avrebbe colto Almunia – potrebbe configurarsi come aiuto di Stato distorsivo della concorrenza.

Non solo: nella stessa missiva che, stando ai beninformati, sarebbe partita lo scorso 24 giugno, la Commissione europea avrebbe chiesto anche aggiornamenti sui negoziati avviati con Etihad. Il motivo? A Bruxelles sono pervenute le pressanti “lamentele” di Lufthansa ed Air France-Klm che – come è facile comprendere – guardano con grande preoccupazione alla probabile fusione italo-emiratina. E hanno, per questo, incaricato l’Unione europea di indagare con scrupolo sulle trattative in corso per comprendere se tutte le regole comunitarie siano state rispettate. Il tutto mentre il nodo esuberi non è ancora stato sciolto e prefigura un confronto quanto mai agguerrito tra i sindacati e i rappresentanti del governo che dovrebbero incontrarsi domani a Roma.