Bruxelles o Roma? Lupi preferisce l’Italia

Maurizio Lupi

 

Dei 73 eletti alle Europee dello sorso maggio, il 19% era incompatibile con la carica appena conquistata, essendo già membro del Parlamento italiano. Un’incompatibilità che li ha costretti a misurarsi con l’irrimandabile dilemma: Bruxelles o Roma? La risposta è stata pressoché unanime: a stravincere è stata, infatti, l’Europa. Ma c’è chi, come il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, si è convinto che fosse meglio rimanere in Italia.

A dimettersi dalla Camera dei deputati sono stati invece: Salvatore Cicu e Raffaele Fitto di Forza Italia, Gianluca Buonanno della Lega, Lorenzo Cesa dell’Udc e la pattuglia dei democratici formata da Simona Bonafè, Cecile Kyenge, Alessandra Moretti, Alessia Mosca, Massimo Paolucci, Enrico Gasbarra e Pina Picierno. Al cospetto del bivio spalancato dal “doppio incarico”, non hanno avuto dubbio alcuno: meglio lasciare lo scranno romano e godersi l’esperienza al di là delle Alpi.

A tentennare fino alla fine è stato, invece, Maurizio Lupi (che, come già anticipato, ha poi deciso di mantenere la sua poltrona di ministro), ma anche le senatrici Alessandra Mussolini di Forza Italia e Isabella De Monte del Pd. Un “travaglio”, il loro, che si è sciolto solo nei giorni scorsi, quando entrambe le parlamentari hanno rassegnato le dimissioni da Palazzo Madama, intenzionate a staccare il biglietto per Bruxelles e Strasburgo.