L’ultimo successo NASA è un “disco volante”

Il progetto LDLDSD2SD, acronimo di Low-Density Supersonic Decelarator, ovvero Deceleratore supersonico a bassa densità, rende concreta la possibilità per l’uomo di sbarcare su Marte. La NASA, con un’operazione di lancio dal costo di 150 milioni di dollari, ha creato questo “disco volante” col quale, grazie ai test condotti in questi giorni, sarà possibile arrivare a mandare equipaggiamenti sempre più grandi e addirittura astronauti in carne ed ossa sul pianeta rosso. Data la sua forma appiattita, il disco dovrebbe sostituire gli attuali sistemi di atterraggio col paracadute, stessi sistemi utilizzati per le due missioni Viking del 1976. Ciò dovrebbe permettere di compiere un enorme balzo in avanti sull’esplorazione spaziale.

Il lancio è avvenuto con successo, alle 20.40 di ieri (ora italiana): dall’isola hawaiana di Kauai un pallone pieno di elio a cui è stato attaccato il “disco volante” ha superato senza intoppi l‘atmosfera. Dal momento del superamento, la navicella ha acceso i motori per accelerare e salire fino a 55 chilometri alla velocità di Mach 4, ovvero quattro volte la velocità del suono per entrare in piena stratosfera. A quel punto il pallone rotondo intorno al modulo LDSD si è gonfiato di colpo, rallentandolo in brevissimo tempo. A velocità ridotta, si è aperto il paracadute che lo ha fatto atterrare nell’oceano alle 23.40 ore italiane. I tecnici precisano che il paracadute non si è aperto completamente ma, soddisfatti, aggiungono che l’esperimento rimane comunque un successo .