Alitalia-Ethiad: sindacati e governo trattano su esuberi

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Il tavolo di confronto tra il governo e i sindacati sul caso Alitalia-Etihad si è aperto ieri al ministero dei Trasporti. E ha subito dimostrato che il negoziato sul numero degli esuberi prospettati dalla futura partner emiratina non sarà affatto facile.

E’ stata però indicata una deadline, quella del 15 luglio, in cui tutti i soggetti coinvolti nelle discussioni dovranno impegnarsi a giungere a una conclusione condivisa. Missione apparentemente impossibile, stando alle posizioni (assai lontane) emerse fino a ieri. Quando c’è di mezzo il futuro di migliaia di persone – ha dichiarato il segretario della Cgil, Susanna Camusso – non esiste un prendere o lasciare. Per noi il confronto ha la finalità di non determinare eccedenze di personale. Abbiamo detto con nettezza che non si può avere un’altra vicenda Alitalia che si tradurrebbe in migliaia di esuberi”.

Più sintetico il commento di Raffaele Bonanni della Cisl: Bisogna chiudere l’accordo su Alitalia o saltano 22 mila persone con l’indotto”, ha detto preoccupato il sindacalista. Mentre il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, non ha lasciato troppo spazio alle illusioni: “I numeri sugli esuberi sono molto chiari, sono 2251 – ha confermato – Bisogna verificare se all’interno del perimetro e della filiera industriale, prima della mobilità, si può trovare una ricollocazione“. “Il governo vuole entrare nel merito degli esuberi nell’ottica del minor impatto sociale possibile – ha aggiunto Lupi – attraverso la ricollocazione dei lavoratori, attività che possono tornare in Italia, ammortizzatori sociali e strumenti preposti”.

Intanto però a promettere battaglia al ministro sono i sindacati dei piloti e degli assistenti di volo Anpac-Avia-Anapv, che hanno annunciato uno sciopero di 24 ore, per il prossimo 20 luglio, in risposta alle “modalità antidemocratiche” adottate da Lupi, che ha scelto di non convocarli al tavolo delle trattative. E una preoccupante “frenata” è arrivata anche dal presidente di Intesa San Paolo, Gian Maria Gros Pietro, che ha subordinato la conferma degli investimenti in Alitalia (Intesa detiene al momento il 20% delle azioni) alla risoluzione della questione sugli esuberi: “Senza la piena adesione del sindacato al piano industriale – ha messo in chiaro il dirigente – non siamo disposti a partecipare al finanziamento“.