Centro Einaudi: gli italiani tornano a risparmiare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:28

Risparmi

 

La crisi che non accenna a passare ha costretto gli italiani a riscoprirsi un po’ più “formiche”: è questo l’elemento più interessante messo in evidenza dall’indagine condotta dal Centro studi Einaudi e da Intesa San Paolo. Lo studio, basato su interviste realizzate dalla Doxa nel periodo compreso tra gennaio e febbraio 2014, ha focalizzato la propria attenzione sulle scelte finanziarie degli italiani, rilevando un incremento della propensione al risparmio.

Il 58% degli intervistati ha dichiarato di aver ripreso il controllo del proprio budget, considerato finalmente sufficiente (o più che sufficiente). Una percentuale superiore al 56% registrato nel 2013 e neanche troppo lontana dal 62% del 2007 (periodo pre-crisi).

Il maggiore controllo delle proprie finanze ha permesso a un numero crescente di connazionali di mettere qualcosa da parte: il 59% degli intervistati non è riuscito, nel 2014, a risparmiare (il 41% sì), ma nel 2013 il dato era ancora più alto è si attestava al 61%, staccandosi moltissimo dal 51% rilevato nel 2007 (anno in cui, praticamente, quasi la metà della popolazione italiana era riuscita a economizzare con successo).

E se il 18% del campione interpellato dalla Doxa ha detto di aver risparmiato senza alcuna ragione specifica (ma solo come forma di precauzione nei confronti di un futuro percepito come altamente incerto), il 13% ha invece indicato i figli come finalità prioritaria dei loro risparmi.

Per far fruttare il “gruzzoletto” messo da parte, gli italiani si affidano principalmente ai consigli delle banche. E investono sempre di meno nel famoso “mattone”: l’indagine del Centro Einaudi e di Intesa San Paolo ha, infatti, dimostrato che la percentuale dei risparmiatori acquirenti di una nuova casa ha toccato nel 2014 il minimo storico del 7,6%, confermando la crisi nera in cui continua a versare il mercato immobiliare nazionale. Solo il 2% dei risparmiatori, infine (tendenzialmente i più propensi al rischio), ha preferito affidarsi a Internet anziché alle banche per decidere come impiegare il proprio denaro. E solo un risparmiatori italiano su dieci ha scelto di investire in Borsa.

 

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