Easy Dinner: un’app per mangiare bene e a poco prezzo a Roma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:17

Cibo

 

Paolo Napolitano (27 anni), Giancarlo Motterle (22) e Giovanni Curcio (28) sono i tre giovani che hanno dato vita all’applicazione più smart del momento. Si chiama “Easy Dinner” e consente a tutti i romani di rintracciare sul proprio telefono, gratuitamente e in tempo reale, il posto migliore per un aperitivo o un pasto buono ed economico. Un binomio importantissimo in tempi di crisi, destinato a conquistare i tanti giovani (ma non solo) che faticano a rinunciare al piacere di una pizza con gli amici, pur disponendo di finanze sempre più limitate.

“Easy Dinner si chiama così proprio perché è facile da usare – ha spiegato Paolo Napolitano – È un servizio per i ristoranti che consente di pubblicizzare le offerte della ristorazione alle persone che si trovano nei paraggi dell’attività. Il funzionamento è agevole: apri l’app e scopri le offerte”. In pratica basta indicare la località in cui si vuole andare a mangiare e dettagliare (se si vuole) cosa si desidera consumare (dalla carne alla pizza, passando per i dolci, il pesce, il cibo etnico o anche i prodotti per celiaci: solo per citarne alcuni), per ottenere in pochi secondi informazioni sulle offerte più interessanti.

Un servizio che differisce da quello fornito da Groupon perché non implica alcun prepagamento o la necessità di stampare un coupon. Per usufruire dello sconto, agli utenti di “Easy Dinner” basterà, infatti, contattare telefonicamente il locale selezionato o mostrare l’applicazione direttamente al ristoratore. L’idea dei tre giovani ha fatto subito centro: “Abbiamo già raggiunto 600 ristoranti, circa 10 mila utenti e 6 mila iscritti alla pagina Facebook, con una stima di circa 20 mila pasti erogati”, ha detto Paolo Napolitano. La nostra priorità adesso è far conoscere il progetto e i suoi vantaggi – ha aggiunto – ma certo vogliamo guadagnare quindi, quando riusciremo a far percepire ai proprietari dei ristoranti il valore del servizio, lo metteremo a pagamento”. 

E nei progetti dei tre imprenditori c’è anche quello di esportare il servizio fuori dalle mura capitoline, confidando nella sollecitudine di qualche investitore disposto a scommettere sulla loro idea. Per il momento, a sostenere (seppur a costo zero) la loro impresa è stata solo l’università Tor Vergata di Roma che ha messo a disposizione dei tre giovani uno spazio di coworking all’interno del campus. E ha concesso loro la possibilità di promozionare la loro attività presso gli studenti, alcuni dei quali (circa 20) sono entrati a far parte del progetto.

 

 

 

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