Insieme per forza, la recensione

InsiemePerForzaLui, vedovo, è manager presso un rivenditore di articoli sportivi, con due figlie cresciute come maschiacci; lei, divorziata che porta avanti la baracca da sola avendo messo su una sorta di lavanderia di lusso, ha due maschi in cerca di una figura paterna. S’incontrano in un locale non esattamente romantico, dove delle abbondanti signorine offrono schifezze fritte ma succulente: non il massimo per un primo appuntamento, di quelli al buio per giunta, dove l’esito sarà sicuramente disastroso. Il destino però farà reincontrare in maniera rocambolesca e simpaticamente priva di senso, le rispettive famiglie in Africa, presso una struttura che organizza pacchetti per coppie scoppiate, con tanto di prole al seguito. L’ideale per Jim (Adam Sandler) e Lauren (Drew Barrymore), che una coppia non lo sono nemmeno. Sono le prime sequenze, di “Insieme per forza”, commedia a suo modo demenziale ma dalla comicità abbastanza tirata.
Sebbene la storia avrebbe potuto spingere l’acceleratore su un ritmo più incalzante in quanto, a tratti, la vicenda diventa soporifera e comica in maniera dilatata, anche Insieme per forza, mostra una famiglia messa in scena in un momento di vacanza con dei genitori infantili quanto i figli. A tutto ciò, il film, aggiunge una linea romantica: l’espediente centrale infatti è quello delle famiglie allargate, dove si racconta una realtà sempre più presente di madri e padri single, ognuno con i propri figli, che uniscono le due famiglie.

Si potrebbe dire che ciò che il cinema cerca di fare in questo periodo, è raccontare da diversi punti di vista la realtà delle famiglie americane medie: da quelle compatte e tradizionali a quelle più moderne e allargate. Raccontare i figli e mostrare come ciascuno di loro, a proprio modo, trova un compromesso con l’estraneo/a di turno: infatti Lauren riuscirà a far breccia nel cuore dei figli di Jim e, Jim è il padre che calza a pennello ai figli di Lauren.
Il film, tenta di accontentare tutti: grandi e piccini, single e sposati, persino “coccodrilli finti e struzzi da competizione”. La mancata resa del film, però, sta nel non aver voluto prendere una posizione non sapendo se andare a parare verso la commedia romantica, quella per la famiglia o per i più piccini…ecc ecc.

Si è forse tentato, quasi forzatamente, di riesumare il duo di “50 volte il primo bacio” ritenendo di fare cosa non solo buona e giusta, ma anche vincente. Il che è accettabile solo in parte, visto che Sandler e la Barrymore “brillano” proprio laddove non sono chiamati ad essere un duo. Chi si aspetta la solita commedia alla Sandler, ci andrebbe vicino, ma niente di più. Per la Barrymore, si sa, in fondo è buona attrice, della quale ognuno anche stavolta potrà dire la sua: tra chi la elogerà perché riesce sempre a mettersi in gioco e chi invece dirà che oramai oltre a certe commedie non riesce ad andare.
Tirando le somme, il film è un pretesto per andare assieme ai propri figli,o da soli, al cinema in quanto versatile sulle tematiche e battute che affronta senza dover stare troppo attenti ai dialoghi o alle scene.
Quindi preparate i biglietti..si parte per l’Africa!