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L’ironia di Civati: Patto del Nazareno? Sembra il Codice di Hammurabi

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Renzi e Berlusconi

 

La politica, si sa, è l’arte del compromesso. Dell’accordo cesellato tra forze che la pensano in maniera marcatamente diversa. Da quando Matteo Renzi è a Palazzo Chigi, la sua smania di riforme (più annunciate che realizzate) lo ha portato a salmodiare che le regole vanno scritte con tutti, a partire da coloro che, storicamente, si collocano su posizioni distanti dalle proprie.

In quest’ottica, l’ormai leggendario incontro tra il premier e l’ex Cavaliere nella sede del Pd ha assunto un valore simbolico inconfutabile, imponendosi come modello di trattativa che può spalancare le porte a ogni proposito di riforma. Ma è davvero così? Difficile, anzi impossibile dirlo, dal momento che dalle chiuse stanze del Nazareno (dove è stato siglato il famigerato “patto”) sono trapelate solo indiscrezioni ufficiose. Nessuno è in pratica in grado di indicare con certezza quali siano state le condizioni poste dal team capitanato da Silvio Berlusconi e da quello di Matteo Renzi nel corso del faccia a faccia. Né se il presunto accordo raggiunto abbia tirato in ballo questioni che vanno al di là della mera sfera delle riforme.

Il mistero rimane fitto sui contenuti di quell’epico tete a tete, tanto che un democratico “non allineato” come Pippo Civati ha ieri sentito il bisogno di ironizzarci su. “Sono sei mesi che si parla del Patto del Nazareno come se si trattasse del codice di Hammurabi, della Dichiarazione di Indipendenza di Philadelphia o di un testo sacro – ha scritto sul suo blog il “diversamente renziano” – Capisco che vada per la maggiore, attualmente, la tradizione orale, ma sarebbe giusto sapere in che cosa consiste il Patto; se l’Italicum, secondo il Patto, deve rimanere così com’è (cioè pessimo); se il Senato del Patto è, per i contraenti del patto, non elettivo; se davvero – ha incalzato Civati – si è parlato di giustizia, e in che termini; se c’è dell’altro, nel Patto, per far sì che tutti ci si possa regolare di conseguenza”.

“Va bene anche la proiezione di slide, nel caso – ha rincarato il deputato del Pd all’indirizzo del suo segretario – Oppure un testo controfirmato da Vespa, tipo contratto con gli italiani. O ancora una serie di tweet, tipo #nazareno @matteo @silvio @denis”.

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