Alcoa: sindacati denunciano situazione stallo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:39

Alcoa

 

La situazione che riguarda la fonderia Alcoa di Portovesme e, più in generale, il Sulcis è talmente delicata che gli esperti del Ministero dello Sviluppo economico – incaricati di oliare i passaggi della trattativa in corso – hanno dovuto organizzare ieri due incontri.

Nel corso del primo, a sedersi intorno a un tavolo sono stati la Regione Sardegna (che dovrebbe occuparsi degli ammortizzatori sociali) e i sindacati di categoria, mentre nel corso del secondo a confrontarsi sono stati i dirigenti del ministero del Lavoro, i delegati italiani della società americana intenzionata a uscire dalla proprietà e dalla gestione dello stabilimento sardo, i rappresentanti dei sindacati territoriali e le Rsu.

Una giornata fittissima, a conclusione della quale, però, non è stata individuata una soluzione. Come testimoniato dalla nota diffusa ieri dal Mise in cui si precisa che: “le due interlocuzioni in atto per la cessione dello smelter Alcoa di Portovesme sono reali“, ma “la situazione è e resta molto incerta“. Da qui l’intenzione del governo, rappresentato dal viceministro allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, di continuare lo “scouting”  per “assicurare all’impianto in questione, e al Sulcis in generale, un futuro industriale entro la fine del 2014”. 

I due interlocutori menzionati nella nota del Mise sono la multinazionale Klesh, che ha sedi in tutto il mondo: dal Giappone al Messico, passando per la Russia, la Croazia, l’Inghilterra, l’Olanda e la Spagna (solo per citarne alcune) e la anglo-svizzera Glencore, dotata anch’essa di strutture produttive dislocate ai quattro angoli del globo (Africa e Australia comprese).

Due candidati che, secondo i sindacati, non hanno finora tradito eccessivo interesse. “Klesch, che a oggi rimane l’unico interlocutore – hanno scritto in una nota congiunta la Cgil e la Fiom – non ha presentato alcun piano industriale e in più chiede ad Alcoa di farsi carico dei costi di esercizio, non previsti, qualora gli impianti siano riavviati”.

Nessun contatto si è invece registrato tra Alcoa e Glencore, che viene indicato come l’altro possibile interlocutore per l’acquisizione dello Smelter di Portovesme – hanno puntualizzato i rappresentanti dei lavoratori – Sul tavolo permane ancora il problema del costo dell’energia, nonostante tutte le rassicurazione del governo. Di fronte a questo stallo, la Cgil e la Fiom chiedono un rapidissimo cambio di marcia e una vera svolta nella vicenda – si legge ancora nella nota – La situazione di crisi industriale del Sulcis è così grave che ogni ritardo peggiora una situazione oramai insostenibile. Il governo nella sua interezza – hanno incalzato i sindacati – si faccia carico di questa così grave emergenza“.

 

 

 

 

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