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Editoria: L’Unità in crisi dice no a Santanchè

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L’ Unità non è un giornale come gli altri perché dà informazione e passione“: a sostenerlo è il direttore dello storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci, Luca Landò, che in un video-appello (realizzato insieme ai redattori e ai poligrafi del suo giornale) ha chiesto al premier Matteo Renzi di scongiurare la chiusura della testata. 

Il mondo dell’editoria (come un po’ tutti i settori) sta attraversando un periodo di grande difficoltà, ma la situazione dell’Unità appare addirittura disperata. I continui conti in rosso, che hanno causato ritardi pesantissimi nei pagamenti dei dipendenti (alcuni collaboratori non percepiscono lo stipendio da un anno intero), sembrano infatti prefigurare la chiusura che, secondo i più disincantati, potrebbe avvenire già alla fine di luglio.

Da qui la scelta dei lavoratori di confezionare un video (realizzato dall’esperto di comunicazione Klaus Davi) in cui, rivolgendosi direttamente al premier Matteo Renzi, chiedono di intervenire con tempestività per evitare il peggio. “Qui siamo come una famiglia, dice uno dei poligrafi immortalati nel documento video, mentre un altro precisa che “L’Unità non è solo un brand, ma un gruppo di persone con le loro storie “.

Una storia di ordinaria crisi aziendale – sulle cui cause bisognerebbe indagare con serietà per scoprire, magari, che anche i dipendenti e le varie gestioni che si sono succedute negli anni hanno contribuito al tracollo delle vendite del giornale – se non fosse per il “colpo di scena” registratosi nella giornata di ieri. A riferirlo è stato il sito Dagospia, che ha parlato di un robusto interessamento della parlamentare Daniela Santanché al “salvataggio” dell’Unità. Con la sua società di pubblicità “Visibilia”, la “pitonessa” di Forza Italia ha cementato da anni un rapporto solido con il mondo dell’editoria italiana. Attualmente si occupa della raccolta della pubblicità ne Il Giornale (diretto dal compagno Alessandro Sallusti) e recentemente ha acquistato dal gruppo Mondadori le testate Ciak e Pc Professionale.

Ma le sue “mire” imprenditoriali sembrerebbero puntare adesso alla storica testata fondata da Antonio Gramsci, nonostante le siderali distanze politico-ideologiche. Il rumor ha spiazzato un po’ tutti, soprattutto il Cdr (Consiglio di redazione) del quotidiano in crisi, che ha sentito il bisogno di vergare una nota: In merito alle indiscrezioni riguardanti un’offerta di Daniela Santanché per rilevare l’Unità – si legge – Il Cdr del giornale informa che si tratta di un’ipotesi che non avrà alcun futuro. Da quanto ci dicono i liquidatori, la sola idea che questa testata possa andare a finire nelle mani di una esponente di Forza Italia – hanno messo in chiaro i sindacalisti dell‘Unità – è incompatibile con la storia del giornale e quindi con la sua valorizzazione”.