Inps: pensioni più leggere del 30% alle donne

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:12

Pensionati

 

In un Paese di “vecchi” come l’Italia – in cui a rimediare alle mancanze del sistema centrale del welfare ci pensano, sempre più spesso, i genitori e i nonni – avere informazioni dettagliate sul sistema pensionistico nazionale può diventare particolarmente importante.

In occasione dell’annuale relazione in Parlamento, l’Inps ha ieri reso noto che, nel corso del 2013, sono state liquidate 1,1 milione di pensioni, di cui il 54% (pari a quasi 597 mila) sono state prestazioni previdenziali mentre il restante 46% (poco più di 514 mila) sono state prestazioni assistenziali.

E, come sottolineato ieri, anche nel sistema previdenziale esistono forti squilibri. Se circa il 43% dei pensionati italiani ha, infatti, percepito un importo inferiore ai mille euro mensili, il 13,4% ha addirittura intascato una pensione di 500 euro al mese e il 26% ha invece ricevuto un compenso compreso tra i mille e i 1.500 euro, solo il 15% dei pensionati ha potuto fare affidamento su un’entrata mensile compresa tra i 1.500  e i 2 mila euro. Per non parlare dei “pensionati-paperoni”, quelli che beneficiano di una pensione che supera i 3 mila euro mensili, che rappresentano una vera e propria elite, costituita dal 4,3% del campione nazionale.

Non solo: il 73% dei pensionati Inps percepisce una sola pensione mentre il restante 27% ne cumula due o più. Ma c’è di più: stando ai dati trasmessi ieri alla Camera, esiste anche un forte squilibrio di genere testimoniato dal fatto che le donne percepiscono in media pensioni più “leggere” del 30% rispetto a quelle corrisposte agli uomini. Se i pensionati possono, infatti, beneficiare di un trattamento medio mensile di 1.547 euro, le “colleghe” donne devono invece accontentarsi di 1.081 euro: ben 466 euro in meno al mese.

 

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