Allarme giovani: in dieci anni persi più di 2 milioni di posti di lavoro

Giovani

 

Sono numeri da capogiro quelli che il Censis e il Forum Ania-Consumatori hanno diffuso ieri: stando ai loro calcoli, infatti, negli ultimi 10 anni si sarebbero persi ben 2,3 milioni di posti di lavoro tra gli under 35. Detto in altri termini: il tasso di disoccupazione tra i cosiddetti “millenials” (coloro che sono nati tra gli anni ’80 e il ’96) è diminuito di 12,7 punti percentuale passando dal 58,7% del 2004 al 46% del 2013.

Ma l’indagine del Censis è andata oltre svelando che la scomparsa di tutti questi posti di lavoro ha provocato al nostro Paese un danno economico ingente, stimato intorno ai 152 miliardi di euro. Una cifra enorme, paragonabile alla somma del Pil di tre Paesi europei come la Croazia, la Slovacchia e la Lituania.

E la situazione, come è noto, non accenna a migliorare. Anzi: 3,2 milioni di ragazzi italiani starebbero pensando di trasferirsi all’estero in cerca di maggiore fortuna. Anche perché, tra quelli che vivono fuori casa, 980 mila non riescono a coprire tutte le spese del mese e 2,3 milioni si vedono ancora costretti a chiedere un aiuto a mamma e papà, che continuano a passare loro, con cadenza più o meno regolare, una “paghetta”.

Le conseguenze di tanta incertezza lavorativa si riflettono direttamente sugli stili di vita: nel 2013, stando ai dati raccolti dal Censis e dal Forum Ania-Consumatori, il 61% degli under 35 viveva ancora a casa coi genitori e solo il 22,1% si era invece sposato (il 38,7% in meno rispetto a 10 anni prima). Non solo: il 26,6% dei giovani interpellati ha confessato di provare ansia per l’assenza di una rete di protezione e il 17,9% ha ammesso di vivere in uno stato di perenne incertezza. Solo il 12,3% ha, invece, dichiarato di sentirsi abbastanza sicuro.