Bce: la crisi colpisce di più le pmi italiane

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L’ultimo bollettino emesso ieri dalla Bce (Banca centrale europea) non ha diffuso certo buone notizie, soprattutto per le imprese italiane.

Dopo aver fornito una panoramica generale sull’andamento dei mercati europei e sulle prospettive economiche che stanno tornando a orientarsi al ribasso, l’istituto di Francoforte ha infatti focalizzato la propria attenzione sui Paesi notoriamente più in difficoltà, come l’Italia e la Spagna, dove la crisi ha creato grandi disagi ai piccoli imprenditori. “L’impatto della crisi del debito sovrano sui finanziamenti e sui bilanci delle banche – si legge nel bollettino dell’Eurotower – ha probabilmente avuto conseguenze più pesanti sulle aziende più piccole e che dipendono maggiormente dai prestiti bancari, come mostrato anche da studi effettuati su dati italiani”. 

La necessità, da parte delle piccole e medie imprese, di ricorrere all'”aiuto” delle banche (che hanno applicato tassi d’interesse sempre più alti) ha incrementato la distanza tra i Paesi-locomotiva e quelli che invece arrancano ad uscire dal tunnel. “L’andamento disomogeneo in Europa dei tassi sui prestiti, soprattutto a partire dal 2011 – si legge ancora nel bollettino della Bce – suggerisce considerevoli differenze per le piccole imprese localizzate in Francia e Germania, da una parte, e in Italia e Spagna dall’altra”.

Come uscirne? “I paesi di Eurolandia – è stata la risposta dell’istituto di Francoforte – non devono vanificare i progressi conseguiti nel riequilibrio dei conti pubblici, in linea con il Patto di stabilità e crescita, e nei prossimi anni dovranno avanzare sul cammino delle riforme strutturali“. Più facile a scriversi che a farsi.