Ideal Standard: nuove tensioni tra governo e azienda

Ideal Standard

 

Tornano le nubi sulla vertenza che riguarda i lavoratori della Ideal Standard di Orcenico di Zoppola (provincia di Pordenone). Gli impegni che la multinazionale aveva promesso di assumersi lo scorso 22 maggio, in termini di crescita produttiva e di nuove opportunità lavorative (con la sospensione della mobilità e l’avvio della cig in deroga), sarebbero stati infatti fin qui disattesi. Con grande disapprovazione del governo e della Regione Friuli Venezia Giulia.

“Poiché Ideal Standard non si è mostrata disponibile a recepire le sollecitazioni a rispettare gli impegni in precedenza assunti – si legge nella nota diffusa ieri dal Mise, a conclusione dell’incontro con i dirigenti dell’azienda – sarà formalmente richiamata ad abbandonare scelte non coerenti con le normali relazioni istituzionali ed industriali e ad intraprendere immediatamente un negoziato che sia in grado di ripristinare un nuovo clima sociale”.

“L’atteggiamento di chiusura della multinazionale rischia purtroppo di rendere ancora più acuta una già difficile situazione sociale – si legge ancora nella nota – Il ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Friuli Venezia Giulia, oltre a stigmatizzare scelte aziendali non condivisibili, restano comunque impegnati a favorire un’intesa tra le parti che tuteli nel modo migliore i lavoratori di Orcenico”.

A far infuriare le istituzioni la notizia, diffusa nelle ultime ore dai sindacati, secondo la quale la Ideal Standard si starebbe preparando a licenziare unilateralmente 450 lavoratori condannando lo stabilimento friulano alla chiusura. Ma la versione fornita dalla multinazionale è totalmente diversa: Ideal Standard ha ribadito la piena e totale disponibilità a dare seguito all’accordo firmato il 22 maggio scorso con la chiusura della mobilità e la richiesta di cassa integrazione in deroga – si legge nella nota diffusa ieri dall’azienda a conclusione del vertice al Mise – e ha proposto in aggiunta l’erogazione di 6 mila euro come incentivo all’esodo per ciascun dipendente dello stabilimento di Zoppola”.

Di più: “E’ inaccettabile venir ricambiati in tale modo – ha rincarato la multinazionale riferendosi ai “rimbrotti” del governo e della Regione – dopo aver sopportato accuse ingiuste e immeritate circolate a mezzo stampa e aver speso oltre 20 milioni di euro per ricercare una soluzione nell’interesse dei lavoratori e del territorio”.