Riforme: Renzi e la politica fuori dal rallenty

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:52

Renzi in bici

 

Nella conferenza stampa convocata ieri a conclusione del Cdm, il premier Matteo Renzi è apparso quanto mai soddisfatto. “Stiamo dando un grande segnale di cambiamento al Paese – ha detto – stiamo davvero semplificando l’Italia dimostrando che, quando la politica ha coraggio, può abbattere qualsiasi tabù”. 

Il premier-segretario è convinto che la marcia ingranata dal suo governo sia quella giusta e che, di qui a breve, consentirà all’Italia di uscire dal “rallenty” in cui la vecchia politica l’aveva confinata. Il percorso di riforme avviato – è la lettura di Renzi – non solo permetterà all’Italia di tornare a crescere, ma la trasformerà in Paese capace di trainare la ripresa di un intero Continente.

A giustificare tanto ottimismo i risultati fin qui ottenuti, a partire dall’approvazione, da parte della commissione Affari Costituzionali del Senato, della riforma “straordinariamente importante” del Titolo V della Costituzione. E poco importa che il testo (che ieri è stato criticato, in alcuni passaggi, anche dal correlatore Roberto Calderoli) risulti inviso a un numero non ben quantificato di “malpancisti”. Il premier è convinto che il Parlamento alla fine lo approverà segnando una svolta epocale nella storia istituzionale del Paese.

Tra i successi vantati ieri dal presidente del Consiglio, anche il ddl sulla Pubblica amministrazione licenziato dal Cdm. “Alla fine del progetto di riforma, il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione sarà rovesciato – ha scandito Renzi – Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana: la pubblica amministrazione andrà a casa del cittadino (con la messa online dei certificati, ndr) e non viceversa”. 

Ci si focalizza troppo sulle cose che non vanno, ha osservato il presidente del Consiglio durante la conferenza stampa di ieri, ma bisognerebbe prestare attenzione anche alle cose che iniziano a funzionare. E non credere acriticamente alle versioni smerciate da alcuni media che – è il giudizio del premier – altro non fanno se non cedere il fianco alle previsioni di “gufi” e “cassandre”.

Ma la politica dell’accelerazione vantata da Renzi ha subìto almeno una frenata d’arresto sulla riforma elettorale. La disponibilità mostrata dal M5S a ridiscutere sulla delicata questione non ha ancora ricevuto risposta (un nuovo incontro dovrebbe svolgersi la prossima settimana, ma nessuna data precisa è stata ad oggi indicata) e il disagio di molti democratici sugli accodi che inchioderebbero il partito al famigerato “patto del Nazareno” siglato con Berlusconi appare palpabile. Prodromi di un nuovo stop che potrebbe danneggiare l’immagine del “velocista” fiorentino.

 

 

 

 

 

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