Milan, Inzaghi espone il suo pensiero: “I miei devono dare il massimo per questa maglia”

inzaghi-milanDomanda secca: cos’è per voi il calcio? Il calcio è caos? Giocatori sregolati capaci di tirar fuori dal capello una giocata al 20′ e un gesto che farà discutere per settimane dieci minuti dopo? Oppure il calcio è ordine? Elementi che fanno il proprio dovere allenandosi senza il minimo vizio, dando l’esempio al resto dei colleghi?

Faceva sicuramente parte della seconda categoria Filippo Inzaghi, allenatore del Milan nel post Seedorf. L’ordine è la parola d’ordine del nuovo corso rossonero, con l’ex Superpippo intenzionato a trasmettere ai propri giocatori il proprio credo da vecchio calciatore professionista. Niente sgarri, siamo il Diavolo.

Con il dubbio Mario Balotelli, Inzaghi raccoglie uno spogliatoio devastato nell’ultima stagione tra senatori, cambi tecnici e dirigenziali che hanno formato diverse fazioni. E’ compito del più prolifico cannoniere italiano in Europa rimettere i cocci al suo posto, ricreando quel vaso di trionfi, di gioie e comunque di lotta fino all’ultimo.

Io vorrei un Milan competitivo, che sappia fare gioco e torni a far divertire San Siro”. Il manifesto di Inzaghi è questo. Le diramazioni sono chiare: “I giocatori hanno tutto quello che possono avere essendo in un club come il Milan, devono capire dove sono e dare tutto per questa maglia. Abbiamo uno zoccolo duro, qualche giocatore ha giocato con me, meglio. So cosa possono dare questi giocatori e i più anziani dovranno essere da esempio”.

Inzaghi ha già a disposizione qualche volto nuovo, ma la rosa è tutt’altro che completa. In ogni caso, chiunque sia del Milan, dovrà capire il luogo e la sua storia: “I miei giocatori devono venire ad allenarsi con il sorriso e ritrovare lo spirito giusto per poter dare il massimo. La società sa quello che ho chiesto, sanno qual è il mio calcio e sanno che per far divertire la gente servono giocatori veloci e bravi nell’uno contro uno”.

Mister Pippo è stato rappresentante del Diavolo per un decennio, lo ha nutrito e si è nutrito da esso. Pochi come lui conoscono l’essenza rossonera: “Per un calciatore giocare nel Milan è una cosa incredibile”.

A proposito di Balotelli, Inzaghi è fiducioso. Per ora è un suo giocatore, dev’esserlo: “Mario era un po’ dispiaciuto dopo il Mondiale ma tornerà con voglia dopo il 21 e verrà con noi negli Stati Uniti. Riporteremo i nazionali nel gruppo e cercheremo di creare la mentalità giusta”.

Non è un sergente, ma è uno con le idee chiare. . Altrimenti Inzaghi sarà sulla soglia con la porta aperta, pronto a dire arrivederci e grazie.