Bankitalia: stime Pil al ribasso, ripresa in stand by

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:56

Banca d'Italia

 

La scorsa settimana, in occasione della conferenza stampa convocata a conclusione dell’ultimo Cdm, il premier Matteo Renzi polemizzò bonariamente con gli istituti, gli enti e le associazioni di categoria impegnati a diffondere quotidianamente notizie catastrofiche sull’economia del nostro Paese. A farlo ieri è stata Bankitalia, che ha rivisto al ribasso le stime del Prodotto interno lordo assestando un nuovo colpo all’ottimismo del governo.

La “doccia fredda” di Banca d’Italia è arrivata sotto forma delle stime contenute nel suo ultimo bollettino mensile che prevede, per il 2014, una crescita del Pil pari solo allo 0,2%. Una percentuale assai lontana dallo 0,8% prefigurato dal governo e dallo 0,6% calcolato dalla Commissione europea. E il sentore è che le cose possano continuare ad andare male anche nel futuro perché, se è vero che le previsioni per il 2015 segnano un pacifico +1,3%, è altrettanto vero che i rischi di un ribasso sono sempre dietro l’angolo. Per via delle “tensioni geopolitiche” registrate nei Paesi produttori di petrolio che potrebbero far salire il prezzo dell’energia imponendo uno stop alla crescita dei Paesi che di quell’energia si riforniscono. Come l’Italia appunto.

Tornando all’anno in corso, Bankitalia ha rilevato il nuovo calo della produzione industriale italiana nel mese di maggio (-1,2%). “Una flessione inattesa – hanno scritto i tecnici di Palazzo Koch – comune all’area dell’euro, in parte attribuibile a effetti di calendario”. “Ma le informazioni disponibili – si legge ancora nel bollettino – suggeriscono un sostanziale ristagno dell’attività anche nel secondo trimestre”. 

Quanto al bonus di 80 euro che il governo Renzi ha scelto di concedere ad alcuni italiani, i suoi effetti benefici sulla crescita del Pil non si sarebbero ancora riscontrati. Nella seconda parte dell’anno – ha però concesso Bankitalia – un impulso ai consumi potrebbe derivare dagli sgravi fiscali introdotti nello scorso maggio a favore delle fasce di reddito basse”. 

 

 

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