Coldiretti: il maltempo costa caro agli italiani

Maltempo

 

Quanto è costato il maltempo che ha caratterizzato l’inizio di questa inusuale estate? Oltre un miliardo di euro, secondo la Coldiretti, che ha rendicontato sui danni economici causati da piogge, grandini e temporali che hanno costretto gli albergatori a chiudere gli ombrelloni in spiaggia.

“L’inizio dell’estate è stato segnato dal 34% di pioggia in più caduta nel mese di giugno – ha messo in evidenza la Coldiretti – con punte di oltre +200% in alcune zone anche turistiche del Centro Sud. Il risultato è che, anche considerando le partenze del week end, non più di 6 milioni di italiani sono già partiti per le vacanze per concedersi almeno un giorno fuori casa”.

Non basta:Il maltempo che ha lasciato a casa gli italiani – ha continuato la Coldiretti – ha anche colpito le coltivazioni agricole, spesso prossime alla raccolta, rovinando il lavoro di un intero anno di molte aziende agricole, con effetti anche sull’occupazione stagionale. Oltre al danno la beffa di una stagione piovosa che ha fatto crollare i consumi di frutta e verdura alimentando una spirale negativa tra consumi e deflazione – ha osservato la Coldiretti – che sta mettendo a rischio le imprese e la salute dei consumatori”.

Stando ai dati forniti dall’Istat, infatti, nel 2013 il consumo di frutta e verdura in Italia è sceso al minimo dal 2000, con oltre 100 Kg di ortofrutta acquistati in meno rispetto alla media degli altri anni. E la situazione sembra destinata ad aggravarsi ulteriormente, a causa dell’effetto congiunto della crisi economica e del cattivo tempo che, come detto, sta “flagellando” ampie zone dello Stivale.

“Nel corso del 2013 sono state acquistate complessivamente dagli italiani 7,8 milioni di tonnellate di ortofrutta – ha precisato in una nota la Coldiretti – con una netta prevalenza della frutta con 4,2 milioni di tonnellate sulla verdura che è scesa a 3,6 milioni di tonnellate”. Cifre che hanno fatto scattare l’allarme tra i coltivatori, spingendoli a presentare una serie di proposte al governo per rilanciare il settore. Tra gli interventi ipotizzati: una corretta riconversione varietale, la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione; la regolamentazione dei prezzi di confezionamento che potrebbe portare a una significativa riduzione dei costi e la progettazione di nuove forme assicurative per le situazioni di crisi.