Alitalia-Etihad: Hogan pressa su investitori italiani

James Hogan

 

Non mancano le turbolenze sul “finale di partita” della tanto sospirata fusione Alitalia-Etihad. A ingarbugliare la trama della “telenovela dei cieli” è stato ieri l’amministratore delegato della compagnia di Abu Dabhi, James Hogan, che ha inviato nel pomeriggio una mail ultimativa all’amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, e al presidente Roberto Colaninno.

Una mail in cui l’imprenditore australiano, nel rimarcare l’imminenza della deadline (fissata al 31 luglio), ha sostanzialmente chiesto ai suoi interlocutori di sciogliere gli ultimi nodi rimasti sul tavolo. A partire da quello che riguarda la “messa in sicurezza” della vecchia Alitalia e gli investimenti con cui gli azionisti italiani dovrebbero garantire la partenza della nuova compagnia italo-emiratina. In pratica, il timore di Hogan, è che il buco finanziario della vecchia Alitalia sia talmente profondo da compromettere l’avvio della nuova impresa e che, alla resa dei conti, gli istituti bancari e gli investitori italiani che hanno fin qui assicurato il loro contributo possano tirarsi indietro, lasciando alla compagnia di Abu Dabhi il conto più salato da pagare.

Di più: Hogan ha anche chiesto a Del Torchio e Colaninno di fornire maggiori rassicurazioni sull’accordo raggiunto coi sindacati sul nuovo contratto e sul taglio del lavoro e di confermare il via libera preventivo dell’Unione europea a eventuali future richieste di aiuti di Stato da parte dell’Italia.

Mentre sembra pian piano sciogliersi il nodo che riguarda Poste Italiane che, nelle scorse settimane, si era detta indisponibile a investire i propri soldi sula vecchia e “acciaccata” Alitalia. L’azienda gestita da Francesco Caio dovrebbe alla fine sborsare, con il bene placito di tutti, una cifra pari a 65 milioni di euro per una “mid company” (società intermediaria) completamente sgravata dai debiti e dai contenziosi della vecchia compagnia di bandiera.

Il tempo delle trattative è comunque definitivamente scaduto. In mattinata il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, convocherà a Palazzo Chigi l’ultimo vertice a cui parteciperanno i dirigenti di Alitalia, di Poste, delle banche e degli altri azionisti che dovranno concordare le risposte da inviare, entro tempi strettissimi, al preoccupato (e forse anche un po’ spazientito) numero uno di Etihad.