Confcommercio: tasse da record in Italia

Tasse

 

L‘Italia, abituata alle retrovie delle classifiche mondiali sull’andamento economico, ha guadagnato una medaglia d’oro poco ambita: quella che riguarda la pressione fiscale.

Secondo Confcommercio, il nostro è stato il Paese in cui nel 2013 si è registrato il record mondiale di tasse, con il rapporto tasse/Pil fermo, a livello apparente, al 44,1% ma stimato al 53,2% a livello effettivo (prendendo cioè in considerazione anche l’ampia zona del “sommerso”).

Non solo: lo studio della Confcommercio ha riguardato al ribasso anche la stima sul Pil 2014, prefigurando una crescita dello 0,3% contro il +0,5% annunciato a settembre. E se anche gli investimenti, stando sempre al quadro tracciato dalla confederazione dei commercianti, dovrebbero calare ulteriormente (dal -0,3% previsto a settembre al -0,9% indicato ieri), ad aumentare dovrebbero essere invece i consumi (da +0,1% a +0,2%).

L’analisi della Confcommercio ha però voluto marcare l’accento sul rapporto tra la tassazione e la crescita, mettendo in evidenza come nei Paesi in cui la pressione fiscale è stata meno opprimente la crescita ha sostanzialmente preso il largo. Come accaduto in Germania dove, dal 2000 a oggi, le tasse sono calate del 6% e la crescita è aumentata del 15%. O in Svezia, dove alla flessione fiscale del 14% è corrisposta una crescita stimata intorno al 21%.

Come dire che più i cittadini sono “tartassati” più il Paese fatica a risalire la china. “Per liberare le ingenti risorse necessarie per far ripartire l’economia – ha spiegato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli – bisogna realizzare subito una poderosa operazione: meno tasse e meno spesa pubblica, più riforme e più lavoro. Tagliare le tasse per favorire la crescita è un passaggio ineludibile”. “Se non cresciamo non solo i problemi non si risolvono, ma si acuiscono – ha aggiunto Sangalli – E non si può escludere che a ottobre, per questi motivi, sarà necessaria, come taluni già sostengono, una manovra correttiva“.