Milan, preparazione dal bilancio magro: difesa colabrodo e poca rabbia in corpo

InzaghiTre settimane di lavoro, di cui una in tournée. E’ possibile iniziare a tracciare un primissimo bilancio del nuovo Milan: e non arrivano belle notizie. Le problematiche emerse già nei test affrontati in Italia sono esplose prepotentemente nel momento in cui il livello delle avversarie si è alzato. Cerchiamo di analizzarle tutte.

E’ calcio d’estate, d’accordo, ed è normale che il risultato non debba essere al centro di gravità della squadra. Sarebbe così se le partite avessero un andamento più o meno normale. Ma di normale c’è poco quando si prendono quattro gol in ventisei minuti. Anzi in meno di un quarto d’ora: il City ha fatto quaterna dal 12’ al 26’ del primo tempo. Fortunatamente nella ripresa i rossoneri sono riusciti ad alzarsi un po’, e gli inglesi hanno trovato la porta soltanto un’altra volta. Poi c’è il tris rifilato dall’Olympiacos, e anche tornando alle amichevoli in Italia contro squadre di categoria inferiore, non c’è tutto questo spolvero: due a zero al Renate, due a zero al Monza, avversarie che la scorsa stagione erano in Seconda divisione. Insomma, i risultati a luglio e agosto contano poco, ma quando arrivano sventole come quelle in Guinness International Champions Cup, il morale finisce sotto le scarpe e i punti interrogativi diventano una montagna da scalare. Al momento, il parziale del Milan in questa tournée è di un gol fatto e otto subiti.

Renate e Monza erano stati due piccoli, ma indicativi campanelli d’allarme. Certo, fino a ora è mancato l’apporto di quasi tutti i nazionali, ma la squadra fatica parecchio a produrre occasioni da gol. Si muove abbastanza bene – fin quando i muscoli supportano – fino alla tre quarti, e poi diventa tutta un’incognita. Raramente il Milan si è presentato davanti ai portieri avversari con azioni nitide. Ovviamente in gran parte dipende dalla mediana. Ovvio che senza Montolivo e De Jong si fatichi di più, ma comunque Poli è un incursore e non certo uno che crea, Cristante viaggia sotto ritmo e Saponara sta cercando di adattarsi a un ruolo che non ha mai fatto. In difesa sono guai veri. Come ha ricordato anche Inzaghi, il Milan prende gol con una facilità disarmante. Le prime quattro reti del City sono corrisposte ai primi quattro tiri nello specchio di Agazzi. Per di più ottenute con azioni molto semplici e lineari. Si sono visti errori dei singoli e di reparto.

Alcuni giocatori danno l’impressione di non mettere “tutta la gamba” come dovrebbe fare chi è affamato di vittorie dopo una stagione pessima. Tutto questo desiderio di rivalsa invece non si vede, se non in Inzaghi, l’esempio da cui dovrebbe prendere spunto tutta la squadra. Anche in allenamento, sotto porta manca cattiveria, e in campo poi si vedono i risultati.

La preparazione dura programmata da Pippo regge fino a un certo punto. L’Olympiacos, ad esempio, ha iniziato ad allenarsi nello stesso periodo del Milan. Eppure, in confronto, volava. Sin qui sono mancati tutti i reduci dal Mondiale, e chi di loro è già stato impiegato non ha ovviamente una condizione adeguata per affrontare avversari come il City. Contro l’Olympiacos c’è stato anche un evidente problema di stanchezza dovuto alla tre giorni particolarmente complicata di trasferimenti aerei. Infine c’è Menez, uno che avrebbe potuto dare una bella mano in attacco, ancora fermo ai box per problemi muscolari.

Domani e dopodomani sono previsti sempre allenamenti doppi. Venerdì mattina partenza per Charlotte, dove sabato è in programma l’ultima sfida del torneo, contro il Liverpool, .