Uil: la crisi precarizza il lavoro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:04

Lavoro Precario

 

Lo studio realizzato dal servizio Politiche del Lavoro della Uil ha messo in evidenza come la crisi abbia modificato, in maniera importante, anche il mercato del lavoro, spianando la strada a una “precarizzazione” che non accenna ad arrestarsi. Anzi.

Dal 2008 al 2013, stando ai dati raccolti dai tecnici della Uil, si sarebbero persi più di un milione di posti di lavoro e il numero dei contratti a tempo indeterminato (il famoso posto fisso) sarebbe sceso del 46,4% a vantaggio dei contratti a tempo determinato (o a scadenza) aumentati, invece, del 19,7%.

Detto altrimenti: i contratti a tempo determinato sono passati dal 72,7% del totale sottoscritti nel 2008 all‘80,9% del 2013 mentre quelli a tempo indeterminato sono calati dal 27,3% rilevato nel 2008 al 19,1% del 2013. E a completare il quadro è arrivato il dato relativo alla cessazione e all’attivazione dei contratti che, nel 2013, ha registrato un saldo negativo di oltre 157 mila unità (in pratica si sono conclusi 9,8 milioni di rapporti di lavoro e se ne sono avviati ben di meno).

Ma l’allarme non finisce qui perché l’istantanea scattata dal servizio Politiche del Lavoro della Uil non concede troppe speranze neanche per l’immediato futuro. Anzi: nel primo trimestre del 2014, quattro contratti su cinque, corrispondenti al 67% del totale, sono stati stipulati a tempo determinato mentre le assunzioni a tempo indeterminato hanno rappresentato solo il 17% del campione nazionale.

Una tendenza alla “precarizzazione” che, secondo gli analisti della Uil, è destinata ad “espandersi ulteriormente” per effetto dell’ultima normativa proposta dal ministro del Lavoro in carica, Giuliano Poletti.