Confcommercio bacchetta Renzi: Nessun miglioramento con gli 80 euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:45

Sangalli e Renzi

 

Il bonus di 80 euro che il governo trainato da Matteo Renzi ha concesso, a partire dal mese di marzo, a una nutrita platea di italiani, continua a infiammare il dibattito politico-economico del Paese. Alle voci di coloro che hanno da subito sostenuto che la misura fosse solo una trovata elettorale (con cui il premier è riuscito, di fatto, a tesaurizzare un numero inaspettatamente rotondo di voti), si è aggiunta ieri quella critica del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che, alla luce degli ultimi dati raccolti dall’associazione, ha parlato di un “bonus quasi invisibile” sul fronte dei consumi.

La crescita dei consumi nel mese di giugno ha registrato, infatti, uno 0,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e un ancora più impalpabile 0,1% rispetto al mese precedente (maggio 2014). Troppo poco per Confcommercio, che ha tra l’altro evidenziato come la situazione generale negli altri Paesi della zona Euro sia di tutt’altro tenore, con un aumento medio dei consumi dello 0,4% su base mensile e del 2,4% su base annua.

Più nel dettaglio: stando all’indagine condotta da Confcommercio, la domanda di servizi nel nostro Paese avrebbe fatto registrare un +1% rispetto all’anno scorso mentre quella relativa ai beni si sarebbe mantenuta invariata. A crescere sarebbe stata soprattutto la richiesta di beni e servizi per le comunicazioni (+3,8%), di beni e servizi ricreativi (+1,3%) e la spesa connessa ai pasti e alle consumazioni fuori casa (+1,1%). Mentre si sarebbero contratti i consumi che riguardano i beni e i servizi per la mobilità (-1,1%), l‘abbigliamento e le calzature (-1,1%) e i beni e servizi per la casa (-0,8%).

Una panoramica non certo esaltante, che ha spinto Carlo Sangalli a emettere un verdetto severo sulle misure governative in materia economica che, è il suo timore, se non verranno corredate da nuovi interventi, potrebbero compromettere anche la ripresa vaticinata nel 2015. “In questo quadro il bonus di 80 euro, anche se ha mosso qualcosa – ha concesso il presidente di Confcommercio – non è certo riuscito a provocare uno shock sui consumi e a stabilizzare la fiducia sconfiggendo l’incertezza”.  

“Il bonus di 80 euro deciso dal governo – ha insistito Sangalli – è stato percepito dai consumatori come una misura episodica e non strutturale, redistributiva e non per la crescita”. “La crescita deve essere invece la priorità nell’agenda di governo e per tornare a crescere non ci sono scorciatoie – ha tagliato corto il numero uno di Confcommercio – è necessario abbattere la pressione fiscale“.

Una “strigliatina” che, ca va sans dire, ha indispettito non poco il premier Matteo Renzi. “A chi dice che gli 80 euro non servono a niente – ha replicato piccato il presidente del Consiglio – rispondo che 11 milioni di italiani la pensano in modo diverso”. “Non siamo ancora fuori dalle difficoltà, c’è ancora molto da fare – ha ammesso Renzi – ma lo faremo con ancor più decisione”.