La doccia fredda dell’Istat: Pil di nuovo giù, recessione tecnica per l’Italia

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Recessione

 

Non è certo un’estate serena quella che il premier Matteo Renzi e la sua squadra di governo stanno vivendo. A minare il proverbiale ottimismo del presidente del Consiglio sono arrivati ieri anche i dati dell’Istat che hanno certificato, in maniera inconfutabile, il perdurare della recessione in Italia.

Per essere più precisi, l’istituto di statistica nazionale ha parlato di recessione tecnica, intendendo con questa dicitura la diminuzione del Pil per (almeno) due trimestri di seguito. Come accaduto in Italia appunto, dove il secondo trimestre del’anno in corso ha fatto registrare una contrazione del prodotto interno lordo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente (durante il quale era già calato dello 0,1%) e dello 0,3% su base annua. La crescita nel Bel Paese resta, insomma, ferma al palo, con grande preoccupazione di tutti, compresi gli analisti dei mercati e i tecnici dell‘Europa che guardano con rinnovato timore ai numeri che fotografano il perdurare della crisi nel nostro Paese.

“Il calo congiunturale – si legge nella nota diffusa ieri dall’Istat – è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda, il contributo alla variazione congiunturale del Pil della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo mentre quello della componente estera netta è negativo”. Insomma: nessun settore, neanche quello dell’export, sembra prefigurare cambiamenti capaci di trainare (almeno nell’immediato) l’economia italiana fuori dalla crisi.

La “doccia fredda” di ieri (che arriva all’indomani delle critiche sollevate da molte associazioni e confederazioni, come Confcommercio) ha convinto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, dell’opportunità di intervenire per mitigare i timori corroborati dal verdetto dell’Istat. “I dati dell’economia anche più recenti confermano un’economia che stenta a uscire dalla recessione – ha detto – Rimango, però, convinto che esistano dati positivi che andranno apprezzandosi nei prossimi trimestri e nei prossimi anni”.  Di più: il responsabile dei conti pubblici italiani è tornato a smentire la diceria secondo la quale sarà necessario ricorrere a una manovra correttiva nei prossimi mesi e ha, piuttosto, sollecitato gli italiani a non perdere la fiducia e a utilizzare il bonus di 80 euro che dovrebbe far ripartire i consumi.

E Matteo Renzi? il premier impegnato a “scomunicare”, con cadenza giornaliera, i “gufi” che profetizzano sfaceli, ha reagito senza (apparentemente) allarmarsi troppo: “Dobbiamo avere il coraggio e la voglia di guardare la realtà – ha detto – l’Italia ha tutto per farcela e per uscire dalla crisi”. “Dobbiamo invertire la rotta – ha aggiunto – Ma dipende solo da noi. Dal nostro lavoro in Parlamento e nel Paese”. Come dire: avanti tutta con le riforme, senza troppe paure.