Roma: è ancora scontro sul salario accessorio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:48

Roma. Campidoglio. Protesta lavoratori atac

 

 Il 31 luglio indicato dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, come deadline per il raggiungimento di un accordo sul cosiddetto “salario accessorio” dei dipendenti pubblici capitolini aveva fatto innervosire lavoratori e sindacati. Che avevano detto no alle condizioni poste dall’amministrazione comunale che prevedevano, in sostanza, una razionalizzazione delle indennità, alla luce delle segnalazioni (leggi rimbrotti) avviate dal ministero dell’Economia. 

Il mancato accordo con le sigle sindacali ha spinto il Comune a deliberare un atto unilaterale che, ca va sans dire, è finito nel mirino dei sindacati“Con il nuovo contratto – hanno denunciato Cgil,Cisl, Uil Fp Roma e Lazio e Csa – un dipendente medio di Roma Capitale vedrebbe decurtato di circa il 50% il salario accessorio. Da una cifra di circa 1.700 euro si passerebbe a 800 euro annui”. Di più: secondo il coordinatore delle Rsu, Giancarlo Cosentino, a rimetterci non sarebbero solo i dipendenti ma tutti i cittadini romani perché “la delibera rischia di togliere servizi fondamentali, ad esempio nelle scuole o per quanto riguarda la Polizia locale”.

Non solo: il rappresentante della Cgil, Natale Di Cola, ha tradito grande insofferenza per il pressing esercitato dal Campidoglio sui soliti lavoratori: “Perché sul salario accessorio dei dirigenti di Roma Capitale, che il Mef pure contesta – si è chiesto il sindacalista – l’amministrazione non ha nessuna fretta e non ha posto nessun termine e indetto nessun tavolo?”.

L’autodifesa del Comune di Roma non ha tardato ad arrivare. “In passato – ha spiegato il sindaco Marino – si è cercato un consenso spicciolo. Queste indennità strane mica me le sono inventate io. Ci saranno stati sindaci, nel passato, che hanno firmato affinché ci fosse l’indennità, ad esempio, per le maestre per appendere gli avvisi in bacheca. O addirittura c’è un’indennità – ha segnalato il primo cittadino – per l’effettiva presenza in servizio. Queste cose certamente generano consenso. Io ho firmato invece un contratto diverso dove le persone guadagneranno sulla base di tutto l’impegno che ci metteranno. Se una persona farà meglio – ha spiegato Marino – dovrà guadagnare di più”. 

A dargli manforte il vicesindaco Luigi Nieri, responsabile del personale, che ha controbattuto alle accuse mosse dai sindacati precisando che i fondi predisposti per il salario accessorio dei dipendenti capitolini nel 2014, pari a 148 milioni di euro, sono gli stessi stanziati nel 2013. Detto altrimenti: non ci sono stati tagli a scapito dei lavoratori ma solo una disposizione più ragionata delle indennità a favore dei dipendenti più produttivi.

Il clima tra le due parti resta, insomma, particolarmente teso e tutto lascia presagire che il prossimo confronto tra l’ amministrazione e i sindacati, fissato per il 5 settembre, a meno di clamorosi ripensamenti, faticherà a suggellare un accordo condiviso sulla nodosa questione. 

 

 

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!