Chef – La ricetta perfetta: la recensione

Carl Casper è chef di unChef celebre ristorante di Los Angeles. Il critico gastronomico Ramsey Michel decide di visitare il locale e Carl pianifica per lui un menù coraggioso e innovativo. Ma il proprietario del ristorante insiste affinché Carl riproduca fedelmente il menù ormai collaudato da un decennio. Il critico, dopo aver assaggiato, stronca il cuoco sul suo blog. Segue un forsennato scambio di tweet che sfocia in una lite fra cuoco e critico la quale diventa a sua volta virale su Internet.

È solo la premessa di Chef – La ricetta perfetta,  deliziosa (anche in senso alimentare) commedia ideata, sceneggiata, prodotta, diretta e interpretata da Jon Favreau, il regista dei primi due Iron Man nonché produttore esecutivo di Iron Man 3 e The Avengers.

Questo film ha una fortissima valenza metaforica relativa alla carriera del regista Favreau, reduce dalla delusione di Cowboys and Aliens. Carl il cuoco infatti, licenziato dal capo ed estromesso dal mercato degli chef losangelini, decide di ricominciare dal basso, e noleggia un furgone sul quale cucinerà e venderà street food, spostandosi da Miami a New Orleans, fino al Texas, il tutto documentato sul web dal figlio Percy, che finalmente riesce così a passare del tempo con il padre divorziato. Allo stesso modo Jon il regista abbandona le megaproduzioni hollywoodiane e torna alle origini, inventando una commedia intelligente e ricca di sfumature, in cui la nostra vita, è sempre più “contornata” dall’importanza dei social come Facebook, Twitter ed Instagram.

La scena in cui Carl grida al critico quanto male faccia una cattiva recensione è anche l‘urlo di Favreau che non sa incassare con indifferenza le stroncature, perché Favreau il regista-sceneggiatore, proprio come Carl il cuoco, si considera un artista, e soffre quando non viene capito.

Ovviamente la pietra di paragone cinematografica è il cartone animato Ratatouille, che Chef ricalca sia nel contrasto fra cuoco e critico che nella supremazia del comfort food. Ma il film di Favreau riesce a ritagliarsi una dimensione tutta sua, proprio perché nasce da un‘autobiografia emotivamente riconoscibile. Favreau si “vendica” costruendo un film personale, ma non dimentica di realizzare soprattutto una commedia, accessibile a ogni tipo di spettatore, che fa sorridere .

La scelta del cast è un omaggio alla popolarità, umana e professionale, di Favreau: da Sofia Vergara nei panni della ex moglie a Scarlett Johansson in quelli della caposala del ristorante, da John Leguizamo in uno dei suoi ruoli più divertenti a Robert Downey Jr. in uno dei suoi più spassosi cammei.
Tutto, dal montaggio veloce alle inquadrature, dalla colonna sonora dallo stile latinoamericano alla cantata in furgone fra i protagonisti, è fatto per piacere al pubblico.

Chef non è il film perfetto, anzi talvolta scade nella banalità, ma è un’ora e mezza di risate e tenerezza, con due interpreti perfetti: lo stesso Favreau nei panni del cuoco sovrappeso il cui talento (e cuore) è grande come il girovita, ed Emjay Anthony in quelli di suo figlio.
La loro interazione, pensata per soddisfare la componente sentimentale del film, che riesce a non diventare stucchevole, come invece, purtroppo, è la scena finale: unica mossa falsa in un film fatto per compiacere il nostro sguardo e le nostre papille gustative.