Allenatore nazionale italiana, Conte dice no: per Tavecchio il piano B è Mancini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:24

tavecchio_carloÈ l’election-day, e ormai un po’ tutti si sono arresi di fronte all’annunciata vittoria di Carlo Tavecchio nella corsa alla poltrona presidenziale FIGC. Nonostante tutto e tutti. E lui, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, è troppo esperto e navigato per non essersi già preparato il terreno su una delle scelte chiave del proprio mandato, ovvero il prossimo selezionatore della Nazionale che, non dimentichiamolo mai, viene da due eliminazioni mondiali al primo girone. Insomma, l’Italia campione del mondo 2006 è palesemente fuori dal novero delle 16 rappresentative più forti al mondo. Tavecchio sa che lì può e deve lasciare il segno, anche per cancellare l’inerzia negativa di questa campagna elettorale.

Nomi? Pare tutto abbastanza semplice: Roberto Mancini. Tavecchio è da sempre un grandissimo estimatore dell’allenatore jesino, lo conosce personalmente dagli anni a Milano sulla sella nerazzurra, lo ritiene un tecnico preparato, ragionevole e sufficientemente esperto a livello internazionale. I requisiti ci sono tutti, il resto dovrà (se non l’ha già fatto) farlo lo stesso Mancini limitando le richieste economiche puntando di contro a un accordo su base quadriennale che gli garantisca in qualche l’approdo alla prossima vetrina mondiale in Russia.

Conte quindi parte defilato. Sempre che sia nella corsa. Da fonti vicine all’ormai ex allenatore della Juventus del triennio d’oro, lui non sarebbe interessato. Non è stanco, è motivato, ha una gran voglia di calcio di tutti i giorni. Ha voglia di scena di club, europea, per provare a vincere quel che sente di poter presto vincere (la Champions League, per sua stessa ammissione). Avrebbe declinato sia gli inviti di Tavecchio (che sa benissimo della forza mediatica di questa ipotesi) che quelli eventuali di Albertini (al quale piaceva da matti l’idea Guidolin).

Non ci sono invece più riscontri sul nome di Alberto Zaccheroni, profilo comunque molto compatibile in caso di limitazioni di carattere economico e disponibile anche già solo a un accordo biennale che porti gli Azzurri verso il prossimo campionato europeo. Al che la decisione clou verrebbe rinviata di un paio d’anni. Strategia non così lontana dai modi di fare di Tavecchio, abile tessitore tendenzialmente attendista, non fosse però successo tutto quello che è successo.

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