Alitalia-Etihad: happy end in sospeso per i lavoratori in uscita

Union representatives speak to Alitalia workers demonstrating in front of the airline's headquarters on the outskirts of Rome

 

La fusione tra Alitalia ed Etihad è stata alla fine suggellata da una firma che solo il verdetto di Bruxelles (atteso per metà settembre) potrebbe scardinare. La “saga” aerea che ha appassionato (o molestato, dipende dai punti di vista) un numero importante di italiani ed emiratini (e non solo) sembra, insomma, essersi conclusa, ma c’è chi aspetta ancora incerto l’evolversi degli eventi.

L’accordo siglato con Abu Dabhi prevede, infatti, come è noto, la mobilità per 2.171 dipendenti dell’ex compagnia di bandiera che dal 15 settembre potrebbero dover cambiare completamente abitudini lavorative e di vita. La tensione tra i lavoratori Alitalia è palpabile perché, stando ai rumors delle ultime ore, nessun elenco ufficiale sarebbe ancora stato stilato. Circolerebbe, invece, una lista con dei codici identificativi (dietro cui si celerebbero nominativi secretati) che sta mettendo a dura prova il sistema nervoso dei diretti interessati, che chiedono a gran voce di sapere, entro tempi stretti, quale sarà la loro sorte.

Stando agli annunci governativi, 616 di loro dovrebbero essere riassorbiti dalla stessa Alitalia, 681 verranno ricollocati e 250 verranno impiegati in aziende terze. A rischiare di più sarebbero, però, i 954 ex lavoratori Alitalia per i quali si prospetterebbe il “contratto di ricollocazione” proposto dall’attuale ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in attesa di un decreto attuativo che lo renda legge.

Le rassicurazioni smerciate, con cadenza quasi quotidiana, dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi (che vaticina soluzioni immediate per i dipendenti in uscita da Alitalia) starebbero ottenendo l’effetto contrario, esasperando il malumore e il nervosismo tra i lavoratori. Il tutto mentre la galassia sindacale (dopo il braccio di ferro iniziale sul tema degli esuberi) sembra essere scomparsa dai radar e il presidente di Cai-Alitalia, Roberto Colaninno, saluta con entusiasmo lo sposalizio con Etihad, precisando che a guadagnarci non sono stati solo gli emiratini. “Ci siamo associati a una potenza di fuoco pazzesca – ha gongolato – Noi saremo la loro Porta d’Occidente e loro la nostra Porta d’Oriente. Senza di noi, loro avrebbero avuto comunque un futuro di crescita, noi invece saremmo stati costretti a lasciare a casa 15 mila lavoratori”.