Cgia Mestre: in arrivo stangata di fine agosto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:54

 

 

 

Scadenza tasse

 

Ma quale relax sotto l’ombrellone? Per molte imprese e lavoratori autonomi italiani, i giorni che stanno per arrivare saranno tutt’altro che spensierati. Stando ai calcoli elaborati dall’ufficio studi della Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre, infatti, si avvicina la scadenza per una serie di imposte da pagare che dovrebbero far arrivare nelle casse dello Stato un “gruzzoletto” che supera i 29 miliardi di euro.

Nel dettaglio: la riscossione dell’Iva dovrebbe fruttare più di 13 miliardi di euro, quella delle ritenute Irpef di dipendenti e collaboratori 7,6 miliardi di euro e il saldo dell’acconto Irpef dovrebbe garantire un gettito di 2,45 miliardi. Ma non finisce qui: a dare “ossigeno” all’Erario dovrebbero essere anche gli 1,7 miliardi provenienti dall‘addizionale Irpef e i 3 miliardi previsti per Irap e Ires, per non parlare dei 1,3 miliardi di euro che i lavoratori autonomi si apprestano versare per le loro ritenute Irpef.

Tanto quanto basta a far dire alla Cgia che è in arrivo la “stangata” di fine agosto. Come dimostrato anche dalle scadenze: 7 delle 11 incombenze fiscali e contributive dovranno, infatti, essere pagate entro il 20 agosto, una entro il 25 e le altre 3 entro il 31 che, però, essendo una domenica, slitterà all’1 settembre.

“Anche in vista delle scadenze fiscali di agosto – ha osservato il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – molti italiani sono stati costretti ad accorciare le vacanze o, nella peggiore delle ipotesi, a starsene a casa. A settembre, poi, non è detto che tutte le attività riaprano i cancelli. In attesa di tempi migliori, imprese e famiglie hanno deciso di risparmiare. In definitiva, la paura del futuro sta condizionando gli italiani che in questo momento di difficoltà – ha detto Bortolussi – hanno solo una certezza: onorare un fisco sempre più esoso”.

Un fisco che, secondo le previsioni dell’associazione di Mestre, potrebbe farsi ancora più gravoso nei prossimi mesi. Se il governo non riuscirà a onorare gli impegni presi a Bruxelles, a pagare il conto saranno, infatti, ancora una volta i contribuenti italiani sui quali potrebbe abbattersi un ulteriore aggravio fiscale di 3 miliardi di euro. Senza considerare la possibile riduzione di agevolazioni e detrazioni fiscali che hanno fin qui concesso a una buona parte della popolazione di “rimanere a galla”.

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