Equitalia: è boom di tasse pagate a rate

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:58

Equitalia

 

Le tasse sono, da sempre, l’incombenza più sgradevole da onorare e, in tempi di crisi come i nostri, possono diventare motivo di grande apprensione tanto che un numero sempre più importante di italiani chiede (e ottiene) di pagarle a rate. A rivelarlo è Equitalia, ovvero l’agenzia preposta alla riscossione dei tributi, che ha certificato come nel mese di luglio, le richieste di rateizzazione abbiano raggiunto quota 156 mila (il doppio rispetto ai 6 mesi precedenti).

Un numero impressionante, che sommato alle richieste precedentemente pervenute supera i 2,4 milioni per un importo che la stessa Equitalia ha stimato in 26,6 miliari di euro. E a ricorrere alla rateizzazione sono praticamente tutti: il 76,9% delle richieste arriva dalle persone fisiche (in pratica persone che non riescono ad arrivare agevolmente a fine mese) e il 23,1% dalle società e dalle cosiddette partita Iva (lavoratori autonomi). Più di 7 richieste su 10 (il 70,8%, per essere precisi) riguardano debiti inferiori ai 5 mila euro, il 26,2% importi compresi tra i 5 mila e i 50 mila e c’è anche un’esigua percentuale, rappresentata dal 2,9%, che chiede di dilazionare il pagamento per importi che superano i 50 mila euro.

A guidare la classifica nazionale è la regione Lombardia dove si registrano 384 mila richieste di rateizzazione per un valore di 5,5 miliardi di euro, a seguire il Lazio (305 mila per un importo di 3,7 milioni), la Campania (265 mila per 3,2 miliardi di euro) e la Toscana (231 mila per 1,9 miliardi di euro).

Le stime diffuse ieri dall’agenzia meno popolare del Paese ha messo in allarme le associazioni dei consumatori: “E’ urgente e necessario che il governo si dedichi con impegno e serietà alla fuoriuscita da questa situazione, dando la massima priorità al rilancio della domanda di mercato per far ripartire così l’intero sistema economico – hanno commentato Federconsumatori e Adusbef – In tal senso bisogna, in primo luogo, aumentare il reddito delle famiglie, ampliando la platea dei destinatari del bonus anche a pensionati e incapienti. Ma è evidente che la ripresa, per essere concreta e duratura, non può prescindere da interventi mirati allo sviluppo del Paese”.

Sostanzialmente d’accordo Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa: “La situazione di fronte alla quale ci troviamo – ha detto – impone una seria riflessione al governo e al Parlamento, in modo che sia avviato quanto prima un piano serio e concreto volto all’abbattimento della pressione tributaria”.

Più facile a dirsi che a farsi se si tiene conto che, tra i dati diffusi ieri da Equitalia, c’è anche quello che riguarda le entrate tributarie dello Stato che, nei primi sei mesi del 2014, sono diminuite dello 0,4%. Detto in soldoni: 1,257 miliardi di euro in meno nelle casse dello Stato, nonostante il costante aumento della pressione fiscale che (come ampiamente spiegato) costringe sempre più famiglie e lavoratori italiani a pagare a rate.

 

 

 

 

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