Camusso affonda su Renzi: Parla per slogan e il suo governo ha poco coraggio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:02

Renzi e Camusso

 

Anche in pieno agosto, c’è chi – come il segretario della Cgil, Susanna Camusso – sente il bisogno di far sentire la sua voce e di recapitare un messaggio più che chiaro al governo Renzi. Dopo i rumors su possibili interventi sulle pensioni più alte (paventati dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, e smentiti dal presidente del Consiglio) e sul possibile blocco degli stipendi dei lavoratori statali (non ancora smentito da alcuno), la sindacalista ha concesso una lunga intervista all’Espresso, nella quale non ha lesinato “fendenti” al premier e alle sue proposte di riforma.

A partire da quella della Pubblica amministrazione: “Oggi riformare la pubblica amministrazione significa semplificarla e questa riforma adotta invece soluzioni che vanno nella direzione opposta perché ingessa ulteriormente il sistema – ha dichiarato la Camusso – Si deve arrivare a una regolazione dei rapporti di lavoro e a forme organizzative stabilite per via contrattuale, come nel privato. Invece si cerca sempre di sottomettere le decisioni alla politica, o si paralizza l’amministrazione sommergendola con leggi e regolamenti”. 

Quanto alla possibilità che il sindacato si mobiliti in autunno per protestare contro le misure che il governo potrebbe mettere in campo per far quadrare i conti: “Non è nelle nostre intenzioni ma, sì, potrebbe essere – ha precisato la sindacalista – Siamo preoccupati, non vediamo le risposte necessarie a una domanda molto importante: che tipo di amministrazione vogliamo in Italia? Il progetto presentato dal governo non soddisfa e non intacca le troppe rendite di posizione in campo”. 

“Si continua ad agitare e ad agire per lo slogan – ha rincarato la numero uno della Cgil, con esplicito riferimento al modus comunicandi di Matteo Renzi – Si ripete un mantra, ‘tagliare le spese’, senza mai discutere quali e a quale scopo”. Di più: A mio parere l‘uomo solo che fa tutto, mentre gli altri lo ostacolano – ha continuato la Camusso riferendosi ancora al premier – non funziona nella pratica. Funziona come idea di marketing, ma non è una novità introdotta dall’attuale presidente del Consiglio. Sono anni che in Italia prevale la logica del sì e del no”.

Fino alla “stoccata” finale: “Questo governo sembra avere un limite: ha meno coraggio di quel che dichiara – ha denunciato la sindacalista – Sembra gli manchi proprio la volontà di affrontare ciò che crea problemi veri alla politica, che non sono i lavoratori che difendono un contratto – ha messo in chiaro il segretario della Cgil – ma ben altri nodi come la corruzione o l’evasione fiscale“. Sui quali – è l’opinione della leader della Cgil – il governo dell’ex sindaco di Firenze sembra tentennare in maniera manifesta. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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