Unioncamere: ingegneri ed economisti laureati più richiesti

Laureati

 

Per chi si appresta ad affacciarsi al mondo del lavoro (che, com’è noto, riserva, ormai da parecchi anni, più dolori che gioie), potrebbe essere utile orientarsi sui risultati dell’indagine condotta da Unioncamere e dal ministero del Lavoro sulle previsioni di assunzione per l’anno in corso.

Interpellando un campione di imprese dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi, lo studio ha rilevato che quest’anno dovrebbero essere assunti 2.500 laureati e 16.600 diplomati in più rispetto all’anno scorso. Per questo, la scelta del corso di studi giusto può rivelarsi di fondamentale importanza.

Ad avere maggiori chance, sarebbero i laureati in economia per i quali si prospettano 18.800 assunzioni. Dopo di loro, gli ingeneri elettronici e dell’informazione per i quali sono previste 8.400 assunzioni, mentre sul gradino più basso del podio si posizionano gli ingegneri industriali, con 5.300 assunzioni previste. E ancora: 1.500 sono gli ingegneri civili e ambientali che dovrebbero trovare lavoro quest’anno mentre 3.200 sarebbero i posti messi a disposizione dei laureati in tutti gli altri indirizzi di ingegneria.

Dopo i “dottori” in economia e ingegneria (che, come visto, spopolano), a piazzarsi bene sono anche i laureati nelle materie dell’insegnamento della formazione, per i quali si prevedono 5.200 assunzioni, e quelli che hanno scelto l’ambito sanitario-paramedico, con 4.900 posti a loro disposizione.

Quanto ai diplomati, i più richiesti si confermano quelli in indirizzo amministrativo-commerciale (per loro, ci sarebbero in serbo, 48.300 assunzioni stagionali e non), seguiti dai diplomati nel settore turistico-alberghiero (41.400) e da quelli in indirizzo meccanico (20.200). E al di là dei titoli di studio, è importante tenere a mente che le chance degli aspiranti lavoratori saliranno se potranno vantare esperienze pregresse e curriculum vitae particolarmente corposi, che attestino, ad esempio, esperienze formative all’estero.

A commentare i risultati dell’indagine, è stato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello: “Il titolo di studio oggi non basta più – ha detto – chi assume chiede un’esperienza diretta del mondo del lavoro, acquisita già durante gli anni della scuola. Per questo, i percorsi di alternanza scuola-lavoro non devono più essere l’eccezione, ma la regola per i nostri ragazzi – ha sottolineato Dardanello – Accanto a questo, è indispensabile rendere più efficace il sistema della formazione adottando il modello duale tedesco che in Germania ha avuto successo anche perché ha coinvolto direttamente Camere di Commercio e imprese”.