Ance e Legambiente bocciano lo “Sblocca-Italia”

Cantieri

 

Il decreto legge cosiddetto “Sblocca-Italia”, che il premier Matteo Renzi e il ministro Maurizio Lupi hanno illustrato venerdì scorso dopo il Cdm di fine agosto, non ha riscontrato ampi consensi. Anzi: a bocciare il provvedimento con cui il governo intende velocizzare i tempi di realizzazione di alcune opere pubbliche già finanziate e agevolare l’apertura di nuovi cantieri sono stati sia l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) che Legambiente. Per motivi evidentemente diversi.

All’annuncio del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, che ha vaticinato 100 mila posti di lavoro in più grazie al decreto appena “sfornato”, il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, ha risposto, infatti, con grande scetticismo. “Il provvedimento ha un’ottima impostazione – ha concesso – ma se non ci mettiamo i soldi e non facciamo ripartire le cose perché l’Europa ci blocca, i problemi restano tutti lì”. Per il numero uno dei costruttori, insomma, i 3,8 miliardi di euro annunciati dal governo sarebbero troppo pochi e non rappresenterebbero quello “choc economico” atteso per far ripartire il comparto fortemente provato dalla crisi.

Di tutt’altro tenore le critiche mosse da Legambiente“E’ un decreto omnibus che, in una stesura ancora non definitiva e con molti articoli ancora da completare – ha denunciato l’associazione – dimostra soprattutto confusione da parte del governo Renzi rispetto alla direzione verso la quale vuole portare il Paese per uscire dalla crisi”. “I pochi segnali positivi, come la proroga dell’eco-bonus e il rilancio di alcuni interventi ferroviari – ha aggiunto Legambiente – si perdono in un decreto che tocca un numero infinito di temi senza alcuna idea di futuro, se non quella prevalente di rispondere agli interessi di alcune lobby. Lo si vede chiaramente nelle scelte che spingono sull’asfalto, sul petrolio (con vantaggi per le trivellazioni) e su nuovo cemento da semplificazioni per interventi edilizi e in aree demaniali”.

E a guardare con preoccupazione al provvedimento è anche il portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli, che ha segnalato gravi rischi di “cementificazione” per il demanio pubblico (anche marittimo) e ravvisato, in alcune delle norme contemplate dal decreto, il marcato favoreggiamento dei grandi costruttori a danno dell’interesse pubblico. Da qui l’accorato appello che, a nostro avviso, difficilmente verrà accolto: Renzi fermi Lupi – ha scandito Bonelli – Non si supera la crisi svendendo il territorio”.