Blocco statali: il Codacons dichiara guerra al governo

Blocco statali

 

Si fa sempre più nutrita la schiera dei detrattori che guardano con manifesto fastidio al blocco degli stipendi pubblici annunciato dal governo. Accanto alle sigle sindacali di categoria (e non) e ai partiti (soprattutto dell’opposizione) che hanno dichiarato apertamente la loro contrarietà, a far sentire la sua voce è stato ieri anche il Codacons. Che ha fatto due calcoli.

I salari bloccati dal 2010 avrebbero causato ai lavoratori statali una perdita del potere d’acquisto pari al 10,5%, destinata a salire fino al 12,5% nel 2015. Più nel dettaglio: un impiegato ministeriale, con un guadagno lordo di 27.400 euro annui – ha rilevato il Codacons – ha già perso 2.870 euro; un docente circa 3.350 euro e un medico 7.500 euro. Ma a subire il colpo più pesante sarebbero stati i dirigenti pubblici di prima fascia che, a causa degli stipendi bloccati, avrebbero lasciato per strada oltre 21 mila euro.

“Il blocco degli stipendi riduce il potere d’acquisto dei cittadini, con conseguente diminuzione dei consumi certificata da tutti gli indicatori e immensi danni per l’economia nazionale – ha messo in evidenza il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – La decisione di prorogare lo stop al rinnovo degli stipendi anche per il 2015 nuoce all’Italia e alla categoria dei dipendenti pubblici creando discriminazioni e disparità di trattamento rispetto agli altri lavoratori. Per tale motivo – ha annunciato Rienzi – il Codacons sta studiando la fattibilità di un ricorso collettivo contro lo Stato finalizzato ad ottenere l’annullamento del blocco degli stipendi per illegittimità costituzionale”.