Fiom: Landini al fianco dei poliziotti lancia lo sciopero al rovescio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:52

Maurizio Landini

 

I blocchi ai salari dei dipendenti pubblici annunciati qualche giorno fa dal ministro Marianna Madia non potevano lasciare indifferenti i diretti interessati. Tra i primi a palesare il loro malumore i poliziotti che, nell’annunciare scioperi e mobilitazioni, hanno incassato la solidarietà di molti. A patire dalla Fiom guidata da Maurizio Landini.

Intercettato ieri dai giornalisti alla festa del sindacato che si è svolta a Torino, il rappresentante dei metalmeccanici non ha usato mezzi termini liquidando malamente la “trovata” del governo che, in tempi di crisi come questo, ha scelto di chiedere ulteriori sacrifici agli statali. “Questo mi sembra un ragionamento un po’ del cavolo – ha tagliato corto il sindacalista – l’Italia ha già uno dei livelli salariali più bassi d’Europa e siccome dobbiamo tendere alla massima occupazione, non è che non pagando nessuno, così son tutti occupati”. “E trovo anche singolare – ha rincarato Landini – che, mentre si annuncia che si vuole premiare il merito, si decide che non si fanno i contratti”.  

“Quelli che rappresento io, i sacrifici sono almeno 10 anni che li fanno – ha aggiunto il segretario della Fiom – Il problema è chi i sacrifici non li ha fatti in questo Paese perché siamo di fronte a un aumento delle disuguaglianze. Mentre c’era chi perdeva il lavoro, c’era anche chi aumentava i profitti”.  

Da qui la solidarietà palesata ai poliziotti e a tutti quei lavoratori a cui è stato preannunciato il blocco dello stipendio per il quinto anno consecutivo. Con un’idea innovativa di protesta, definita dallo stesso Landini uno “sciopero al rovescio”. L’idea del rappresentante delle tute blu è quella di affiancare ai tradizionali scioperi una grande giornata di lavoro che coinvolga gli occupati, i cassintegrati e i senza lavoro che dovrebbero collaborare sul campo delle attività socialmente utili. “Uno sciopero – ha spiegato Landini – che non è di protesta o di opposizione al governo Renzi, ma per sollecitare una diversa politica industriale“. “Proponiamo noi – ha insistito il segretario della Fiom – un’idea di ciò che dovrebbe essere fatto per il lavoro. In sintesi, un terreno diverso di iniziativa”.